Nuove forme di violenza nell’era di internet: cos’è l’Orbiting


Le modalità comunicative dei social possono incidere negativamente sul benessere psicologico: il tempo sottratto alle amicizie reali e quello dedicato alle relazioni virtuali può favorire un certo grado di disimpegno nelle rapporti sociali emotivamente significativi. L’uso delle chat ha, inoltre favorito comportamenti di tipo disfunzionale, come l’orbiting. Abbiamo chiesto a Luisa D’Aniello, psicologa e criminologa, di aiutarci a capire questo fenomeno.

Luisa D’Aniello
in foto: Luisa D’Aniello

Cos’è l’orbiting?

“L’orbiting si manifesta dopo l’interruzione della relazione. L’orbiter pur non rispondendo a chat e messaggi resta nella vita dell’altro in maniera subdola: di tanto in tanto mette like o visualizza le storie generando dubbi, false speranze e dolore. In esse si scatenano numerosi sensi di colpa che rendono complessa l’elaborazione della perdita e il recupero dell’autostima”.

Come riconoscere un l’orbiter?

“Come il ghoster anche l’orbiter manifesta un elevato grado di immaturità, egocentrismo e narcisismo. Nella pratica clinica capita sovente di trovarsi a cospetto con le vittime di questi fenomeni che vivono sentimenti di profonda angoscia”.

Come ci si difende?

Anche in questo caso puntare sulle relazioni reali è la soluzione migliore per imparare a conoscere l’altro. E se i comportamenti disfunzionali persistono trovare la forza di troncare quella relazione.


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