Oliver è morto per asfissia a 7 mesi


È stato trovato dal papà con la testa incastrata in una fessura del suo lettino il piccolo Oliver, morto per asfissia a soli 7 mesi. Era l’alba del 3 novembre 2016 quando il padre, Charlie Abbey, di York nel North Yorkshire, è entrato nella stanza dei suoi due bambini per salutarli prima di andare al lavoro, come tutte le mattine, ma ha notato che c’era qualcosa che non andava. Una vera e propria tragedia che ha dovuto rivivere nei giorni scorsi, quando ha dovuto raccontare quegli attimi davanti al tribunale di Leeds, in Inghilterra, dove è in corso il processo per il decesso del piccolo. “Oliver sembrava volesse sgattaiolare via dal lettino – ha detto l’uomo -, ma aveva la testa incastrata in una fessura e il resto del corpo fuori. Così mi sono avvicinato e ho sentito subito che era freddo. L’ho preso e l’ho fatto passare attraverso il buco, ma appena l’ho visto in faccia ho realizzato che era morto”. Inutile è stato l’intervento dei soccorsi, giunti tempestivamente nella casa della famiglia Abbey, dal momento che per lui non c’era più nulla da fare.

Il processo coinvolge Craig Williams, 37 anni, titolare della Playtime Beds Limited e designer che ha creato il lettino dove Oliver è deceduto. L’uomo è accusato di omicidio colposo per grave negligenza e di frode. A quanto pare, la fessura in cui è rimasto intrappolato il piccolo è grande 116 millimetri, una grandezza superiore agli standard di sicurezza e che è stata fatale al bambino. In altre parole, il bimbo è riuscito a entrare nei fori con la testa, ma non è riuscito a uscirne. I suoi genitori avevano comprato il lettino, per circa 610 sterline, solo due settimane prima della tragedia. Nonostante ciò, Williams ha respinto le accuse e continuato a vendere altri prodotti del genere nelle settimane successive alla morte di Oliver, creando un nuova azienda “ad hoc”.


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