Ora accertare quanto successe quella sera


“Forse si è aperto uno spiraglio di luce: mi sembra che sia la prima volta che un militare di quelli presenti quella sera ha riferito la sua verità, che ora dovrà passare al vaglio dell’autorità giudiziaria, ma noi siamo al fianco dell’autorità giudiziaria, perché è ora che siano accertate tutte le cause e le dinamiche di quanto successe quella sera”: a pronunciare queste parole è Giovanni Nistri, comandante generale dell’Arma dei carabinieri, intervistato su Radio Capital da Massimo Giannini a proposito delle ultime novità sul caso della morte di Stefano Cucchi, il geometra romano deceduto nel 2009 una settimana dopo il suo arresto. “Quei carabinieri sono stati sospesi e nel momento in cui saranno accertate le responsabilità, l’Arma prenderà le decisioni che le competono”, fino alla “destituzione: non vogliamo guarderemo in faccia a nessuno”, ha detto ancora il comandante generale dell’Arma. Nistri ha però sottolineato che parlare di violenza di Stato è una sintesi giornalistica, “ma non si tratta di una violenza dello Stato ma di alcuni appartenenti dello Stato: lo Stato non può essere chiamato come responsabile della irresponsabilità di qualcuno”. Nistri si è detto pronto a incontrare nuovamente Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano.

La svolta nel caso Cucchi a nove anni dalla morte del geometra romano

La svolta nel caso Cucchi è arrivata due giorni fa, quando durante un’udienza del processo è emerso che uno degli imputati per omicidio preterintenzionale – il carabiniere Francesco Tedesco ha accusato altri due militari di aver pestato il geometra romano. Tedesco verrà ascoltato entro gennaio in aula per ribadire davanti alla corte le accuse a Raffaele D’Alessandro e Alessio Di Bernardo, accuse fatte nove anni dopo la morte di Stefano Cucchi. È di ieri invece la notizia che ci sono anche altri carabinieri indagati nell’ambito degli accertamenti sui presunti atti falsificati seguiti alla morte di Cucchi. Si tratta di Francesco Di Sano, carabiniere della stazione di Tor Sapienza, e di Massimiliano Colombo, comandante della stessa caserma.


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