otto bambini uccisi nell’esplosione, altri due hanno perso le gambe


Strage di bambini in Afghanistan: otto minori, di età compresa tra i 6 e 12 anni, tra cui 4 fratelli, sono rimasti uccisi in seguito all’esplosione di una bomba artigianale nei pressi di un commissariato di polizia nella provincia di Faryab, a Nord del Paese. Altri sei sono rimasti feriti, due di loro hanno perso entrambe le gambe e versano in condizioni critiche. I fatti si sono verificati lo scorso giovedì 20 settembre, ma se ne è avuta notizia soltanto nelle ultime ore. Un membro del consiglio provinciale, Nadir Saeedi, ha raccontato alla stampa dell’incidente sottolineando che l’ordigno è stato piazzato vicino a un checkpoint di sicurezza con lo scopo di colpire le forze governative presenti in loco, ma ha colpito i bambini che stavano giocando nella zona.

“Ho sentito un boato enorme, mi sono precipitato vicino casa loro e li ho visti ricoperti di sangue – ha detto alla stampa locale il cugino dei quattro fratelli morti nell’attacco -. Avevano trovato per terra quello che sembrava un proiettile inesploso, l’hanno preso per guardarlo da vicino e hanno cominciato a giocarci, ma questo è esploso e per loro non c’è stato nulla da fare”.

Gli inquirenti afghani hanno accusato dell’attentato i militanti talebani, che però non hanno ancora rivendicato l’attacco. Dal febbraio 2017, come viene evidenziato da un rapporto delle Nazioni Unite, sono state registrate un totale di 10.453 vittime civili in Afghanistan, con una crescita dei decessi causati da attentati suicidi e altri attacchi che utilizzano esplosivo improvvisato.


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