Pace fiscale, si potranno rottamare le cartelle col Fisco in dieci rate per cinque anni


C’è grande attesa per conoscere i dettagli della cosiddetta “pace fiscale”, una forma di condono di debiti e liti pendenti con l’erario che costituisce uno dei punti su cui il governo Conte intende costruire la manovra per il prossimo anno. Come vi stiamo raccontando, si tratterà complessivamente di una sorta di terza rottamazione della cartelle Equitalia – Agenzia delle Entrate, oltre che di una definizione agevolata delle liti pendenti fra Stato e cittadini. Non si tratterà, dunque, di un vero e proprio condono fiscale tombale, dal momento che resteranno escluse alcune imposte (che non possono essere condonate anche per regolamenti comunitari) e la platea dei potenziali beneficiari viene ridotta in modo considerevole.

L’AdnKronos ha potuto visionare in anteprima la bozza dello schema di decreto fiscale, collegato alla legge di bilancio, che contiene le specifiche del provvedimento noto come “pace fiscale”. Ci saranno innanzitutto cinque anni di tempo per sanare le cartelle relative al periodo 2000 – 2017, con pagamenti che potranno essere dilazionati ogni sei mesi. In sostanza, le somme potranno essere divise in 10 rate, e si “potranno sanare ruoli che riguardano Iva, Irpef, Irap, contributi Inail e Inps non versati e multe stradali assegnate all’Erario dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2017”. Anche le condizioni di ripianamento dei debiti saranno più favorevoli di quelle disposte dalle rottamazioni dei governo Renzi e Gentiloni, perché il tasso di interesse per la rateizzazione sarà molto basso, lo 0,3% anziché il 4,5%, e ci sarà l’estinzione delle procedure esecutive avviate prima dell’adesione alla definizione. Stando alla bozza visionata dall’agenzia, poi, “si potranno sanare ruoli che riguardano Iva, Irpef, Irap, contributi Inail e Inps non versati e multe stradali assegnate all’Erario dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2017”.

Chi può beneficiare della pace fiscale

Tra i potenziali beneficiari della misura contenuta nel decreto fiscale vi saranno non solo coloro che non hanno aderito alle prime due rottamazioni delle cartelle, ma anche coloro che non risultano in regola con i pagamenti per “motivazioni di carattere economico”, sia infine i cosiddetti “sospetti evasori”, che hanno ricevuto un accertamento della Guardia di Finanza o della Agenzia delle Entrate.

Anche chi ha una lite pendente con lo Stato, “in ogni stato e grado del giudizio”, potrà accedere alla pace fiscale con un importo pari al valore della controversia.

Complessivamente, il governo si aspetta un gettito superiore agli 11 miliardi di euro.


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