Palermo in C e niente playout: le scelte errate e la sospensiva da accogliere – La Gazzetta dello Sport


La decisione di non disputare i play out lascia il sapore amaro guardando ai club che se ne sono giovati, in primis la Salernitana di Lotito

La decisione di retrocedere il Palermo in serie C e il contemporaneo annullamento dei play out che mette in sicurezza alcuni club (Salernitana e Venezia prima di tutti) appaiono ogni giorno di più come il frutto di scelte sbagliate, incoerenti e perfino opache. Il Palermo per questo ha chiesto la sospensione cautelare dei play off che poggia su basi oggettive. Non prenderla in considerazione aumenterebbe i dubbi su una scelta presa troppo repentinamente. Ma veniamo alle ragioni del club siciliano. Innanzitutto al Palermo è stato riservato un trattamento diverso, molto più pesante, di quello riservato al Chievo, penalizzato per irregolarità amministrative con soli 3 punti. Se fosse stata adottata una linea analoga, cioè la penalizzazione, magari anche maggiore, il Palermo ora disputerebbe i play off, concorrerebbe per la serie A, che il campo ha dimostrato essersi meritata, e sarebbe salvaguardata la regolarità del campionato, in testa e in coda. Oltretutto la Giustizia ordinaria inizierà il 2 luglio il processo con rito abbreviato per i presunti illeciti, il che rende anche più sorprendente e incauta la sentenza della Procura federale. Se infatti l’esito del processo ordinario dovesse rivelarsi diverso, aprirebbe la porta alla richiesta di risarcimento del Palermo. In ogni caso non disputare i play out è una decisione incomprensibile che non può non lasciare il sapore amaro nel sospetto guardando ai club che se ne sono giovati, in primis la Salernitana di Lotito. Un punto, questo dei play out, sul quale è in disaccordo il presidente federale Gravina, che sta studiando come poter salvare le regole stabilite, così da far decidere al campo chi deve salvarsi e chi no. Sarebbe almeno una parziale correzione in questo colossale pasticcio.


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