«Panacea», progetto europeo per difendere ospedali e pazienti dagli attacchi informatici


Computer e sistemi operativi infettati, con dati sanitari dei pazienti rubati e ospedali in tilt con le attivit bloccate, dalle prenotazioni di visite ed esami agli apparecchi per radiografie e risonanze magnetiche, fino alle sale operatorie. Non uno scenario apocalittico da fantascienza ma gi accaduto ed un pericolo reale: i sistemi sanitari di tutto il mondo sono sempre pi spesso nel mirino dei cyber-criminali, che mettono a repentaglio il funzionamento degli ospedali, i dati sensibili dei pazienti e la stessa salute. Proteggere le infrastrutture sanitarie e la privacy dei malati dagli attacchi informatici degli hacker l’obiettivo del progetto europeo Panacea, avviato nei giorni scorsi a Roma nell’ambito del Programma Quadro europeo per la Ricerca e l’innovazione “Horizon 2020”. L’iniziativa, coordinata dall’Universit Cattolica e dalla Fondazione Policlinico Universitario Gemelli IRCSS, coinvolge quindici partner tra Universit, enti e aziende sanitarie di diversi Paesi europei.

Sistema di simulazione

Col progetto Panacea, che ha ricevuto un finanziamento europeo di 5 milioni di euro e durer tre anni, saranno messi a punto e sperimentati nuovi strumenti di cybersecurity che potranno essere utili anche ad altri ospedali e asl. Sar sviluppato, tra l’altro, un sistema di simulazione delle numerose postazioni informatiche presenti in ospedale: “un’intelligenza esperta” esaminer e indagher, giorno e notte, le eventuali falle e i punti deboli da rinforzare nel sistema di sicurezza. L’ospedale, e in particolare le attivit connesse all’urgenza, costituiranno un’area di prova di resistenza agli attacchi informatici che saranno simulati da esperti per verificare l’efficacia delle soluzioni di protezione proposte dal progetto. Anche per questa ragione il coordinamento scientifico di Panacea affidato a due chirurghi dell’urgenza dell’ospedale romano, Sabina Magalini e Daniele Gui, in modo che siano sempre garantite le funzioni del sistema informatico del Pronto soccorso, della radiologia dell’urgenza e di tutte le delicate attivit della sala operatoria, dalla sterilizzazione dei ferri all’approvvigionamento dei farmaci, alla protezione degli strumenti di controllo dei parametri vitali. 

Aree pi vulnerabili

I danni da attacco informatico sono imprevedibili e possono mettere in crisi l’intero ospedale dove ormai tutti i sistemi informativi sono connessi in rete, dai laboratori di analisi alle tac – spiega il professor Gui -. Le aree pi vulnerabili sono proprio le attivit di emergenza e urgenza dove le cure vanno assicurate in tempi rapidi. Per esempio, se arriva un paziente in Pronto soccorso che va operato subito, non possiamo aspettare che il sistema sia ripristinato e riprenda a funzionare dopo 2-3 ore o dopo mezza giornata. Da qui nata l’idea del progetto – prosegue il coordinatore scientifico di Panacea – . Abbiamo coinvolto altri partner europei e partecipato a un bando nell’ambito del programma Horizon 2020, che finanzia progetti per mettere in sicurezza le infrastrutture “critiche” la cui perdita di funzione pu causare gravi danni alle nostre societ, tra cui anche il sistema sanitario: a ulteriore prova dell’importanza che riveste il diritto alla salute.

28 gennaio 2019 (modifica il 28 gennaio 2019 | 19:39)

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