Parma, la guerra dei soci. Arbitrato per chi comanda


Gervinho, 31 anni, stella del Parma. Ansa

Gervinho, 31 anni, stella del Parma. Ansa

Il Parma si sta godendo il ritorno in Serie A in una stagione senza grandi patemi di classifica. Ma fuori dal campo i suoi azionisti vanno alla guerra. L’ultimo atto la mossa di Link, la societ cinese di Jiang Lizhang, che ha presentato una richiesta di arbitrato presso la Camera arbitrale di Milano “basata sulla violazione dei principi di correttezza e buona fede nel patto parasociale”. Gi lo scorso novembre la cordata italiana Nuovo Inizio aveva avviato un arbitrato per chiedere la risoluzione del patto parasociale e un risarcimento danni “a fronte delle gravi inadempienze di Link”. Ma cosa successo per arrivare a questo scontro senza precedenti?

SVOLTA CINESE
La storia comincia nel 2017, quando il Parma, dopo il fallimento del 2015 e la ripartenza dalla Serie D con le spalle larghe della ricca imprenditoria emiliana, si apre a Est e cambia socio di maggioranza: il 60% delle quote passa dalla cordata italiana di Barilla, Dallara e soci alla Link International di Hong Kong di propriet di Lizhang, patron del gruppo Desports; il 30% viene mantenuto da Nuovo Inizio mentre il residuo 10% appartiene all’associazione dei tifosi. L’azionista cinese investe inizialmente 18,5 milioni ma a partire dal 2018 si susseguono ritardi e inadempimenti sia sui pagamenti sia sulle garanzie bancarie.


TORNANO GLI ITALIANI
Nel giugno dello scorso anno interviene la cordata italiana con un versamento di 10 milioni per coprire gli ammanchi, poi a ottobre torna ad avere il controllo del club spiegando che “il riacquisto della maggioranza del Parma stato totalmente legittimo e diretta conseguenza – come ben conosciuto dalla stessa controparte – delle multiple, gravissime e conclamate inadempienze del socio Link International, che nei mesi scorsi ha dato reiterata e palese prova di non adeguatezza nel ricoprire il ruolo di azionista di maggioranza del Parma, mettendo a serio rischio la stessa continuit aziendale”. Ora l’azionista cinese, in un comunicato lamenta di non aver ricevuto alcun pagamento per la cessione delle quote e di non essere stato consultato nelle ultime scelte: “Abbiamo intrapreso le azioni necessarie per ripristinare la giustizia e stiamo iniziando a vedere la luce in fondo al tunnel per riconquistare la nostra legittima posizione in seno alla squadra”. Ci si vede in tribunale.

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