Paura per il morbillo negli Usa, scatta la quarantena. Trump: «Vaccinatevi»


Fa paura l’epidemia di morbillo negli Stati Uniti: in due atenei di Los Angeles, la University of California e la California State University, sono finite in quarantena più di mille persone, tra studenti, personale e docenti. A New York, dove c’è il più alto numero di casi, è stata dichiarata l’emergenza. Il numero dei contagi è salito ai massimi dal 2000 (anno in cui la patologia era ufficialmente «sradicata»), ora sono 695 in 22 Stati, tanto che il presidente Donald Trump – che peraltro in passato aveva espresso perplessità in merito alla sicurezza dei vaccini – ha invitato tutti gli americani a immunizzarsi prima possibile.

La protesta dei no vax

Nella University of California uno studente malato sarebbe andato in classe per tre giorni, esponendo almeno 500 persone al virus. Alla California State University un individuo con il morbillo è andato in biblioteca, incrociando centinaia di persone. La paura cresce. L’ordine del dipartimento della Sanità di Los Angeles ha precisato che «gli individui a rischio devono stare dentro luoghi specifici sino a che i tempi di una possibile manifestazione del morbillo siano passati». Ovvero una settimana, o anche più. Mercoledì proprio a Los Angeles l’ennesima protesta dei no vax: in California gli anti-vaccinisti sono numerosi e agguerriti, ma finora i focolai – seppure presenti – erano rimasti sotto controllo. Il ministro della Salute americano, Alex Azar, ha ricordato, a sostegno dell’appello del presidente Trump, che «il vaccino contro il morbillo è stato studiato a lungo ed è uno dei più sicuri per la salute».

Da gennaio oltre 550 casi

Anche dalle nostre parti la situazione non è rosea: secondo un recente rapporto Unicef l’Italia è al quinto posto nella classifica dei Paesi ad alto reddito con il maggior numero di bambini che non hanno ricevuto la prima dose di vaccino contro il morbillo tra il 2010 e il 2017. Nei primi tre mesi di quest’anno l’Istituto Superiore di Sanità ha registrato 557 casi di morbillo, di cui 177 a gennaio, 170 a febbraio e 210 a marzo, con un’incidenza di 36,8 casi per milione di abitanti. Per il 31% dei malati c’è stata almeno una complicanza, tra cui due casi di encefalite. Un uomo di 45 anni è morto per problemi respiratori. I casi nei bambini sotto i 5 anni sono stati 62, di cui 21 in soggetti sotto l’anno. Oltre la metà dei contagi si è concentrata in Lombardia e Lazio e l’età media delle persone colpite è di 30 anni. Dopo una progressiva diminuzione dei casi, a gennaio dell’anno scorso c’è stata una nuova ripresa che ha raggiunto il picco ad aprile 2018 (496 casi), per poi diminuire progressivamente fino a raggiungere 56 contagi a settembre. Ma da gennaio di quest’anno le segnalazioni sono tornate ad aumentare.

Gli italiani e la paura dei vaccini

Tutto questo non basta per convincere le persone della necessità di proteggere se stessi e i propri figli con il vaccino. La conferma arriva dall’Eurobarometro sui vaccini, diffuso dalla Commissione europea: quasi un italiano su due, il 46%, è convinto che i vaccini possano causare gravi effetti collaterali, circa un terzo pensa che indeboliscano il sistema immunitario (32%) e che possano causare la malattia da cui proteggono (34%). Timori infondati, ribadiscono gli esperti, e per fare il punto sulla questione è annunciato per settembre un vertice mondiale a Bruxelles. Ma l’Italia è in buona compagnia. Il 48% degli europei crede a effetti collaterali gravi e frequenti, percentuale che supera il 50% in sedici Paesi Ue. Circa la metà degli italiani, il 48% contro il 29% in Ue, pensa che solo i bambini dovrebbero vaccinarsi. Il report ridimensiona però il ruolo dei social media come fonte di informazione e mette in evidenza la responsabilità dei medici, primo punto di riferimento per il 79% dei cittadini europei e per il 68% degli italiani.

Un rischio per la salute pubblica

«L’Europa è la regione nel mondo con il livello più basso di fiducia sulla sicurezza ed efficacia dei vaccini e questo è un rischio per la salute pubblica – ha detto all’Ansa il vicepresidente della Commissione europea Jyrki Katainen -. Il vertice globale di settembre sarà un chiaro messaggio di sostegno politico ai benefici della vaccinazione, all’importanza di proseguire la ricerca e a garantire parità di accesso ai vaccini». Ai timori infondati si contrappone, infatti, un dato reale: ogni anno un milione e mezzo di bambini perdono la vita a causa di malattie prevenibili con una semplice vaccinazione. A sottolinearlo è Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Istituto Humanitas di Milano, in occasione della Settimana mondiale delle vaccinazioni che si celebra dal 24 al 30 aprile.

27 aprile 2019 (modifica il 28 aprile 2019 | 11:08)

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