per la mostra su Primo Levi si cercano le copertine rare del 1947


Chi possiede in casa o in cantina una copia della prima edizione di “Se questo è un uomo” di Primo Levi si faccia avanti. È l’insolita chiamata ai lettori di tutto il mondo del Centro internazionale di studi Primo Levi di Torino, che mercoledì prossimo 14 novembre inaugura alla Biblioteca Nazionale del capoluogo piemontese una mostra sul grande scrittore e chimico italiano di cui l’anno prossimo si festeggerà il centenario della nascita.

Una tiratura estremamente rara, quella del 1947, quando “Se questo è un uomo” fu pubblicata dalla casa editrice Francesco De Silva in soli 2500 esemplari. Adesso Centro studi Primo Levi di Torino vuole rintracciare le copie in Italia e all’estero, per studiare la diffusione di un libro così importante non solo nelle università straniere, come Oxford, Princeton, in Austria e Germania, ma anche nelle famiglie italiane che si ritrovano ad averne una copia. Il Centro garantisce la tutela della privacy e raccoglierà le storie di quegli esemplari a esclusivo scopo di studio, all’indirizzo mail libroprimogenito@primolevi.it.

Non tutti sanno, infatti, che a scoprire per primo questo libro non fu la casa editrice di Giulio Einaudi, che solo nel 1958 avrebbe pubblicato “Se questo è un uomo”, che diventò un clamoroso caso internazionale e soprattutto uno dei fondamenti della cultura novecentesca. Da allora le edizioni si sono susseguite nei decenni, in Italia e all’estero, entrando nelle case e nelle scuole, intere generazioni di studenti l’hanno letto per la prima volta per poi magari riscoprirlo da adulti per quello che è. Una grande opera, anche dal punto di vista storico, che racconta la Shoah.

Primo Levi  è lo scrittore e poeta italiano, che visse sulla propria pelle gli orrori del Nazismo, fu catturato il 13 dicembre 1943 dai nazifascisti in Valle d’Aosta per esser deportato nel febbraio dell’anno successivo nel campo di concentramento di Auschwitz in quanto ebreo. Riuscì a scampare alla tragedia del lager e da quel momento la sua missione narrativa fu quella di raccontare le atrocità a cui aveva assistito. “Se questo è un uomo“, romanzo d’esordio, divenne poi capolavoro, un classico della letteratura mondiale, documentario di terribili esperienze nel campo di sterminio nazista, collocandosi fra le opere più emblematiche della memorialistica autobiografica. L’11 aprile del 1987 lo scrittore Primo Levi si uccise lanciandosi dalla tromba delle scale del suo palazzo a Torino. Da quel giorno sono trascorsi 30 anni senza una risposta. Non solo una, almeno.


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