“Periodo difficile. Lo stadio per essere al top”


James Pallotta. Ansa

James Pallotta. Ansa

La scorsa settimana era stato il turno di Nicol Zaniolo raccontarsi al sito della Roma all’interno della rubrica: “Questo sono io”. Stavolta, a tre giorni dal derby, il presidente Pallotta a raccontarsi a 360 gradi: “Non un segreto che gli ultimi mesi sono stati difficili – ammette – tra i ritardi per lo stadio e alcuni risultati di questa stagione che mi hanno deluso. Io odio perdere. Pi di ogni altra cosa. In me c’ una natura competitiva. So che alcune squadre hanno a disposizione un budget due o tre volte pi grande del nostro, ma non riuscire a competere sempre e a certi livelli mi disturba comunque”. Adesso la Roma attesa da due sfide di fuoco contro Lazio in campionato e Porto in Champions e per uno che odia perdere come Pallotta non sar facile vederle: “Abbiamo delle grandi partite sabato e mercoled. per questo che giochiamo a calcio. Queste sono partite che si attendono con ansia: in cui c’ una gran posta in palio. Non chiedermi un pronostico, ma se giochiamo come so che possiamo fare, siamo in grado ottenere i risultati di cui abbiamo bisogno”.

STADIO
La Roma, secondo il suo presidente, ha bisogno e anche in fretta del suo impianto di propriet per poter crescere: “Non possiamo diventare un top 10 Club senza uno stadio. Possiamo vivere grandi anni, come la scorsa stagione, e passare periodi in cui andiamo fino in fondo in Champions League, ma voglio arrivare a essere tra i top 10 e non parlo solo in termini di fatturato, ma di tutto. E per riuscirci abbiamo bisogno di pi entrate: per questo dico che lo stadio il punto di svolta. Se si pensa che io sia pi ossessionato dallo stadio rispetto alla squadra, semplicemente perch non passa il mio messaggio: proprio perch sono ossessionato dalla squadra che ho questa determinazione a costruire lo stadio, per mettere su un gruppo in grado di competere stabilmente a parit di condizioni con certi avversari”.



contestazione
Impossibile, per Pallotta, non commentare anche la forte contestazione che c’ nei suoi confronti da parte dei tifosi: “Sono onesto, una volta mi faceva male. Non voglio dire bugie, all’inizio non lo accettavo. Ma ora non me ne frega niente, perch so che il lavoro su cui ci impegniamo da tanto solo per il bene del club. Quando perdiamo sbagliamo tutti, ma questo accade da molto prima di me: anche gli altri presidenti della Roma sono stati criticati. Quando me ne andr qualcun altro verr criticato allo stesso modo, ma per ora preferirei che la gente criticasse me e sostenesse i giocatori. Ci sar sempre qualcuno – conclude Pallotta – che sosterr come siamo interessati solo a vendere i giocatori per fare soldi e io mi dico “Davvero? Non mi entrato un centesimo in tasca dai trasferimenti”. E con questo, il presidente, spera di chiudere la questione una volta per tutte.

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