Perisic-Icardi-Lautaro, cos Spalletti ha blindato la Champions


Icardi e Lautaro in campo. Getty

Icardi e Lautaro in campo. Getty

Ma di chi questo tridente? No, non della Curva, che in campo almeno uno dei tre non vorrebbe vederlo neppure in cartolina. Non un pass stagionale, perch s’ visto poco e niente e vale giusto lo spazio di una chiamata per l’emergenza, come il giornaliero quando fai una puntatina a sciare in montagna e il giorno dopo sei di nuovo al lavoro. Non neppure di Luciano Spalletti, che una soluzione cos dal primo minuto non l’ha mai tenuta realmente in considerazione. Sai che c’: dell’Inter, questo tridente. Icardi, Lautaro e Perisic, ordine sparso, scegliete voi: piaccia o no, il tridente che blinda la Champions League, quando le streghe su Milano sembravano prendere la forma di una classifica ingarbugliata.

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La scossa
E s che tirava aria brutta, a San Siro. Oscillava la Champions League, non il terzo anello come da allarmi un po’ sospetti. Ballavano pensieri e parole, cos Lucianone ha tirato dritto e s’ giocato la scelta coerente, dentro Icardi alla bisogna. E pazienza se la curva Nord insultava l’ex capitano, al grido di “uomo di m…”. Era la scossa che serviva a un’Inter addormentata, perch il resto dello stadio poi s’ imbufalito e ha fischiato gli ultr. Non finita: dalla curva partito pure un “siete un pubblico di m…”, i tifosi hanno reagito con “scemi, scemi”. Era il tutti contro tutti, da una parte chi ne faceva una questione di principio, dall’altra chi per la ragion di Stato non voleva sentire discussioni. In mezzo, la Roma sprecava contropiede che era una bellezza. E allora ecco D’Ambrosio al secondo assist consecutivo pescare laggi Perisic che ha fatto l’Icardi – non s’offenda, eh -: pareggio. Via le streghe. Classifica che tornata di colpo sorprendentemente rilassante. Che poi sarebbe stata festa totale se Lautaro avesse centrato il bersaglio con un tiro al volo che – questo s – ha fatto tremare lo stadio.


quei tre
L’Inter che vede la discesa figlia di questo triangolo qui. E’ figlia dell’allievo che ha superato il maestro, del croato che ora gioca a pochi metri dall’ex nemico per il bene comune. Il buono, il brutto e il cattivo, pensateci bene. Il cattivo Maurito, la faccia buona di Lautaro che come ti distrai si trasforma in toro e colpisce il palo. “Ho scelto lui titolare perch stava facendo bene prima di farsi male, la sostituzione stata fatta per evitare nuovi infortuni – ha detto Spalletti -. Avere una punta fresca come Mauro nel secondo tempo ci stato utile”. Resta il brutto Perisic, che in questa lunga stagione molto poco ha fatto. Dice di lui Spalletti: “A volte Ivan ha letture originali, ma un calciatore che ci fa troppo comodo”. Ieri sera pi che mai. “Il pareggio ce lo siamo meritato, il punto ci sta per la nostra situazione di classifica – ha spiegato il croato -. Stiamo bene, vogliamo finire la stagione con pi punti possibili, al terzo posto in classifica. Il gol? E’ speciale segnare a Milano, ma contano i risultati di squadra. E sar cos anche contro la Juve: siamo l’Inter, dobbiamo puntare a vincere contro chiunque, prepareremo la sfida al meglio”. Con una certezza: il tridente di nessuno torner a scomporsi. Almeno all’inizio. Almeno fino a quando non suoner nuovamente la sirena dell’allarme. E allora dentro tutti, zero calcoli e pi punti per la Champions League.

 Davide Stoppini  

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