perso il 4% in poco più di un mese


Lega e MoVimento 5 Stelle rimangono saldamente in testa a tutti i sondaggi, ma la situazione non sorride più a Matteo Salvini e Luigi Di Maio come avveniva poco più di un mese fa. Una rilevazione realizzata da Tecnè per il programma Quarta Repubblica, in onda su Rete 4, mostra come le due forze di governo abbiano perso più del 4% (aggregando i loro due dati) dal momento di massimo consenso, raggiunto il 23 settembre. La Lega è oggi il primo partito con il 30,2%, esattamente due punti in meno rispetto a settembre. A conferma del periodo non brillante per l’esecutivo, a livello di sondaggi, è anche il dato del M5s che si ferma al 27,1%, contro il 29,2% del 23 settembre.

Al contrario chi ne approfitta, anche se guadagna ben poco, è il Pd che arriva al 17,6%, contro il 16,9% di un mese e mezzo fa. Leggermente in crescita anche Forza Italia all’11% e Fratelli d’Italia al 4,1%. Male Liberi e Uguali che rimane sotto la soglia di sbarramento del 3%. Tecnè chiede agli elettori di valutare anche i dissidi interni al Movimento 5 Stelle sul decreto sicurezza, approvato oggi al Senato con cinque senatori pentastellati che hanno lasciato l’Aula durante il voto di fiducia. Secondo il 24% degli intervistati ha ragione chi protesta, mentre il 60% ritiene che i dissidenti vadano espulsi.

Il gradimento dei partiti di governo

Un altro sondaggio, realizzato da Ipsos, mette invece in mostra il gradimento degli elettori dell’operato dei partiti al governo. Agli intervistati si chiede se il M5s governa bene: risposta favorevole dal 41% del campione, negativa dal 46%. Va meglio alla Lega: secondo il 48% delle persone governa bene, secondo il 40% no. Agli intervistati si chiede anche se pensano che il Pd possa tornare presto al governo: risposta positiva solo per il 10%, negativa per l’83%.

Passando all’aspetto economico e a quanto sta avvenendo con la legge di Bilancio e con lo scontro con l’Unione europea, si chiede agli elettori come pensano che finirà la battaglia tra il governo, i mercati e l’Ue: il 42% risponde che i cittadini ci rimetteranno, il 40% afferma che i cittadini ci guadagneranno. Infine, agli intervistati viene chiesto se temono, in caso di spread alto a lungo, una crisi della loro banca con il rischio di perdere i propri risparmi. Ottimista il 33% del campione, pessimista il 52%.


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