Pfas che cosa sono e i rischi per la salute


I Pfas (sostanze perfluoro-alchiliche) sono una famiglia di composti prodotti da decenni come sostanze idro e olio repellenti utilizzate nell’industria degli arredi e del vestiario. Per la loro resistenza termica vengono anche utilizzati come componenti delle schiume ignifughe. Studiati attentamente solo negli ultimi anni, i Pfas si sono rivelati pericolosi per la salute riproduttiva, ma anche per la loro capacit di aumentare nelle persone esposte il livello di colesterolo e aumentare il rischio di alcuni tumori.

La contaminazione in Veneto

Prodotti dagli anni Sessanta nella piana veneta fra Padova, Verona e Vicenza, sono stati versati per decenni nelle acque superficiali delle campagne e da l sono percolati nelle falde contaminando un’area molto estesa, che comprende 21 comuni. L’allarme in Veneto stato dato solo nel 2013, quando ormai la contaminazione era un dato di fatto.

Danni molto seri alla salute

Dal 2013 la Sanit regionale, insieme all’Istituto Superiore di Sanit e con l’aiuto dell’Organizzazione Mondiale della Sanit (Oms), si mossa con decisione sia per studiare gli effetti dei Pfas sulla popolazione dell’area interessata, sia per mettere in sicurezza l’acqua potabile, con l’installazione di filtri al carbonio e il divieto di utilizzo di pozzi privati e per usi irrigui. I Pfas, infatti, contaminano l’organismo essenzialmente per via alimentare.

L’ultimo studio

L’ultimo studio in ordine di tempo quello condotto dal gruppo di ricerca del professor Carlo Foresta dell’Universit di Padova appena presentato secondo cui i Pfas sarebbero responsabili dell’alterazione della fertilit nella donna inducendo ad aborti. Altererebbero infatti la funzione dell’utero interagendo col progesterone e bloccando i meccanismi che regolano il ciclo mestruale, l’annidamento dell’embrione e il decorso della gravidanza. Inoltre alterano la regolarit del ciclo mestruale e ritardano la comparsa delle prime mestruazioni. Lo studio stato realizzato analizzando i livelli ormonali delle ventenni residenti nell’area rossa ad alto inquinamento Pfas e segue quello pubblicato quattro mesi fa che definiva il meccanismo attraverso il quale i Pfas alterano anche lo sviluppo del sistema uro-genitale del maschio e la fertilit interferendo con l’attivit del testosterone.

I risultati delle indagini precedenti

Negli ultimi tre anni molte indagini sono state eseguite sulla popolazione dell’area contaminata. E i risultati sono preoccupanti. Fra il 2015 e il 2016 stato condotta una campagna di biomonitoraggio umano su 507 persone della zona contaminate e di altrettante persone residenti fuori dall’“area rossa”. La concentrazione media di queste sostanze nel sangue degli esposti risultata di 13 nanogrammi/grammo contro 1,6 nanogrammi/grammo nelle persone non esposte. Un’altra indagine ha esaminato i dati di salute riproduttiva della popolazione della zona rossa negli ultimi dieci anni, confermando l’aumento dei casi di diabete e sindrome di pressione alta (preeclampsia) durante la gravidanza e di nati con basso peso. Un altro studio ha poi osservato aumenti di mortalit per ischemie, malattie cerebrovascolari (nei maschi +19%), diabete (+25% nelle donne) e Alzheimer (+14% nelle donne). Negativi invece, almeno per ora, i risultati su i tumori pi frequentemente associati ai Pfas, vale a dire quelli di fegato e testicoli.

Chi paga?

In una conferenza tenuta a Venezia, Greenpeace Italia ha sottolineato la gravit della contaminazione da Pfas in Veneto e ha ricordato che la fonte principale d’inquinamento da Pfas la Miteni di Trissino (Vicenza), ex Rimar, uno stabilimento chimico che produce composti fluorurati sin dagli anni Sessanta.

28 febbraio 2019 (modifica il 28 febbraio 2019 | 10:44)

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