Più gare ma sistema aperto. La Champions secondo l’Eca


Andrea Agnelli, 43 anni, presidente dell’Eca e della Juventus. Afp

Andrea Agnelli, 43 anni, presidente dell’Eca e della Juventus. Afp

Più partite a livello europeo, con maggiore qualità sportiva e competitività, rafforzando il meccanismo di promozioni-retrocessioni (già adesso la vincitrice dell’Europa League si qualifica per la Champions). E allo stesso tempo salvaguardia di un sistema aperto, inclusivo, basato sul “merito sportivo” e non su “privilegi storici”. Sono questi i principi che sta portando avanti l’Eca, l’associazione dei club europei, nelle discussioni avviate con l’Uefa per la riforma epocale delle coppe a partire dal 2024. Il presidente dell’Eca Andrea Agnelli ha convocato i 232 membri in un’assemblea speciale, il 6 e 7 giugno a Malta, proprio per condividere con tutti i club lo stato di avanzamento dei lavori sul post 2024. L’assetto delle coppe per il ciclo 2021-24, con la conferma dell’attuale format di Champions, l’Europa League da 48 a 32 squadre e una terza competizione, è stato già definito. Ora le attenzioni sono tutte concentrate su quello che avverrà dopo.


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