Più speranze di avere un figlio per chi ha un tumore


Diventare genitori, nonostante il tumore, si pu. A ribadire il messaggio, dalla sede istituzionale del Senato, sono esperti e politici intervenuti a un incontro dedicato al tema Gravidanza e cancro: diventare genitori dopo una diagnosi oncologica. Oggi preservare la fertilit dopo un tumore pi semplice rispetto al passato grazie a diverse nuove tecniche disponibili quando il paziente sia uomo sia donna, ma necessario che sia spiegato, subito dopo la diagnosi di cancro, l’iter da seguire perch bisogna procedere tempestivamente, prima che siano avviate le terapie. La consulenza specialistica deve essere eseguita entro 48 ore dalla diagnosi, ma secondo recenti stime in Italia la fertilit viene preservata solo nel 10 per cento dei pazienti sotto i 40 anni.

Serve un sostegno per le donne in gravidanza

Avere un figlio dopo una diagnosi di tumore e anche se la malattia viene scoperta durante la gravidanza possibile – ha detto la vicepresidente del gruppo di Forza Italia a Palazzo Madama, Alessandra Gallone, intervenuta all’incontro in Senato -. E la ricerca che presentiamo oggi lo dimostra, dando una speranza concreta alle donne e agli uomini con una patologia oncologica che decidono di mettere al mondo un bambino. I dati illustrati a Roma provengono da uno studio realizzato da un’equipe di medici oncologi, ginecologi e psicologi dell’ASST di Bergamo Est, dell’Istituto Europeo di Oncologia, dell’Universit Cattolica di Milano e dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Torino. Questo studio ha analizzato l’impatto che una diagnosi oncologica ha sul legame prenatale – ha spiegato la dottoressa Lucia Bonassi, del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASST di Bergamo Est -. E ha dimostrato quanto sia fondamentale un sostegno a 360 gradi della donna che ha avuto un tumore prima della gravidanza o scopre di averlo durante.

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Lo studio su 220 mamme e 80 pap

Il supporto psicologico – ha sottolineato la vicepresidente del gruppo di Forza Italia, Maria Rizzotti – importantissimo perch, se anche oggi moltissime persone non muoiono e guariscono dal tumore, vivono comunque un’esperienza che influenza la loro vita, la loro famiglia e le loro scelte. La ricerca genera speranza – ha voluto sottolineare il direttore generale ASST Bergamo Est, Francesco Locati, al quale ha fatto eco la senatrice di Forza Italia Paola Binetti ricordando che oggi il progresso scientifico ci permette di intervenire, ci sono farmaci sempre pi intelligenti e una raffinatezza farmacologica tale da assicurare un futuro a chi si ammala di cancro. Per questa ricerca sono stati reclutati circa 300 soggetti, di cui 220 mamme e 80 pap. Di queste 220 donne, 60 hanno ricevuto una diagnosi oncologica in gravidanza o precedentemente – ha spiegato la dottoressa Giulia Ongaro, psicologa dell’ASST Bergamo Est, entrando nel merito della ricerca -. Un dato interessante riguarda l’allattamento esclusivo al seno che nelle donne con cancro pregresso pari al 14 percento, mentre per quelle con tumore scoperto in gravidanza inesistente. Per questo indispensabile – ha sottolineato la professoressa Gabriella Pravettoni, dell’Istituto Europeo di Oncologia – che ci sia un supporto psicologico mirato sulle pazienti, ma anche sui medici che ogni giorno convivono con tanto dolore. Abbiamo bisogno di un piano nazionale di assistenza psicologica.

Le donne non devono avere paura

In situazioni simili – ha evidenziato il professor Giuseppe Nastasi, oncologo dell’ASST Bergamo Est – l’interdisciplinarit tra specialisti deve diventare un mantra. Oggi le donne non devono avere pi paura di mettere al mondo un figlio, quando hanno una diagnosi oncologica – ha affermato Giovanni Codacci Pisanelli, professore di Oncologia all’Universit La Sapienza -. Basti pensare che gi dopo il terzo mese di gravidanza una donna pu essere sottoposta a chemioterapia, senza che questo abbia conseguenze su di lei o sul bambino. Le donne fanno grandi sogni ed nostro dovere aiutarle a realizzarli. Alla conferenza erano presenti a supporto dell’iniziativa le associazioni, fondamentale anello di congiunzione tra le donne e il mondo ospedaliero, Cuore di donna, con la presidente Miriam Pesenti, e Progettiamo il presente, rappresentata dalla presidente Alfonsina Corradi e da Gloria Nicola.

20 febbraio 2019 (modifica il 20 febbraio 2019 | 18:35)

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