Plizzari, il pararigori degli azzurrini: ‘Con Gigio e Reina sono diventato grande’ – La Gazzetta dello Sport


Il portiere dell’Italia gioca nel Milan ed è amico di Donnarumma: “Una fortuna, ma ho ancora tanto da imparare. I penalty? Fino a 16 anni non ne avevo fermato uno…”

Marco Calabresi

Quando Alessandro Plizzari ha parato il rigore contro l’Ecuador, tenendo in vantaggio la Nazionale Under 20, la famiglia stava già festeggiando. Non la parata, ma la cresima del fratellino Thomas, 13 anni, che gioca a calcio e fa l’attaccante. “Se gli auguro di diventare mio compagno nel Milan? No, mi auguro che sia sempre felice e che possa realizzare i suoi desideri, non importa la maglia”. Alessandro, diciannove anni, ma tante tappe già bruciate: a 17 ha debuttato nel Mondiale Under 20 parando due rigori all’Uruguay, a 18 titolare in Serie B con la Ternana. Poi, è tornato alla base, ma non per giocare come fanno in molti: il titolare è Donnarumma, poi c’è Reina. Così, Alessandro, per non perdere la confidenza con la porta, è dovuto riscendere in una Primavera che sabato scorso è retrocessa. “Mi dispiace molto per come è andato a finire il campionato, non ce lo meritavamo – dice -. Una brutta notizia per il Milan. Ma grazie ai miei compagni sono riuscito a ritrovare il ritmo partita, le misure e l’occhio”.

Solo sei presenze, e in un campionato giovanile. Si è sentito un po’ arrugginito?
“Ringrazio lo staff del Milan e quello della Nazionale per essermi stati vicini e per tutto quello che abbiamo fatto in allenamento. È stato un anno difficile, ma un anno di crescita, che ho vissuto in maniera positiva. Sono cresciuto soprattutto di testa, prima ancora che tecnicamente. E di questo devo ringraziare anche Gigio e Reina”.

Ale e Gigio. Talenti quasi coetanei, potenzialmente concorrenti. Che rapporto avete?
“Sono felicissimo di quello che sta facendo. Ha solo 20 anni ma è già uno dei portieri più forti in circolazione. È una fortuna avere Donnarumma come compagno e come amico”.

Vi sfidate a Milanello?
“Certo. Rigori, tiri dal limite dell’area. Vinciamo un po’ per uno, ma lui più spesso: dipende dalla giornata”.

Eppure sui rigori se la sta cavando alla grande: due nel 2017, uno domenica scorsa contro l’Ecuador. È sempre stato un pararigori?
“Con Gianmatteo Mareggini e Francesco Bordin (preparatore e match analyst, ndr) studiamo gli avversari al video. Poi un po’ è intuito, un po’ fortuna. Ma la cosa strana è che fino a 16 anni non ne avevo mai parato uno”.

A questa Under 20 mancano Zaniolo, Tonali, Kean. Vi infastidisce essere chiamati “la Nazionale delle seconde linee”?
“Assolutamente no. Conoscevo il valore di tutti, non sono sorpreso da nessuno. I ragazzi che si sono aggregati quest’anno al gruppo sono giocatori forti. E noi che di questo gruppo facciamo parte da più tempo, siamo stati bravi a farli integrare”.

Un po’ come fecero con lei nel 2017, quando fu convocato in Under 20 tre anni sotto età.
“E ancora oggi sono uno dei più piccoli…”.

Due partite, due vittorie. Un solo gol subito, tante parate.
“Non mi piace autocelebrarmi. Abbiamo fatto tutti bene, non solo io. Il mio lavoro è quello di dare una mano alla squadra”.

Obiettivi per il Mondiale?
“Andare passo per passo. Sono abbastanza scaramantico nelle previsioni. Domani (alle 18 a Bydgoszcz, diretta RaiSport e Sky Sport 1, ndr) ci sarà il Giappone: dobbiamo vincere per chiudere il girone al primo posto”.

Il suo idolo da bambino?
“Amavo Buffon, sono cresciuto con il suo mito. Difficile che uno della mia età ne abbia avuto uno diverso. Ci siamo incontrati in un Milan-Juve deciso da Locatelli: ero in panchina, ma a fine partita sono andato a chiedergli la maglia. Tremavo”.

Gliel’ha data?
“Certo, confermando di essere il numero uno assoluto. Un vero idolo”.

Plizzari, ma non solo. Dopo l’esempio di Donnarumma, tanti portieri italiani si stanno affacciando al grande calcio.
“In A giocano Meret e Audero, ma non sono gli unici. La speranza è che siano sempre di più. Nella nuova scuola italiana, però, io sono ancora uno studente”.

Studente modello, tanto che il Milan le ha allungato il contratto fino al 2023.
“Sono felicissimo. Ringrazio il Milan della possibilità di avermi fatto firmare un nuovo contratto. Sogno di giocare in Serie A, ma ne ho ancora di carne da mangiare…”.

Un Milan adesso ufficialmente senza Gattuso. Sensazioni?
“Mi dispiace molto. È un uomo che ti dà tanto sotto ogni aspetto. Una bandiera del Milan. E quando va via una bandiera non si può essere felici”.


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