Prima editrice in un mondo di uomini


Da quando, dopo il successo di “Gomorra”, con il passaggio da Mondadori a Feltrinelli, Roberto Saviano è entrato a far parte della scuderia della casa editrice di cui Inge Feltrinelli era presidente, diventandone uno degli autori di punta, ha avuto modo di approfondire la conoscenza di quel mito dell’editoria di cui oggi tutti i giornali nazionali e internazionali piangono la scomparsa. Raggiunto al telefono, lo scrittore partenopeo si mostra profondamente addolorato per la perdita di quella che definisce “l’assoluta novità dell’editoria italiana ed europea, all’epoca governata da soli uomini.”

Tuttavia questo ruolo pionieristico, per Saviano, non le è stato ancora pienamente riconosciuto, “perché Inge ha dovuto scontare il fatto di essere moglie di uno dei rampolli di una delle famiglie più potenti d’Europa.” Quel Giangiacomo Feltrinelli scomparso nel 1972 durante un sabotaggio alla centrale Enel in cui perse la vita. Prosegue Saviano nel suo ricordo:

In realtà da Giangiacomo lei imparò come organizzare la grande macchina della distribuzione delle parole. Inge è la sintesi di tutto ciò che significa la parola cultura. Amava il talento, la sua grande lezione è: ogni libro è un seme, il suo destino è soltanto nella terra in cui viene piantato, l’essere umano, il lettore. Il suo accento tedesco, nonostante vivesse ormai da sempre in Italia, era incantevole. Come la sua bellezza.

Sotto l’egida di Inge Feltrinelli, Saviano ha pubblicato tutti i suoi ultimi libri, ha avuto quindi modo di stabilire con la “regina dell’editoria internazionale” un rapporto personale e professionale. “ZeroZeroZero”, “La paranza dei bambini” e “Bacio feroce”. Conclude, quindi, lo scrittore partenopeo: “Mi mancherà molto, ma soprattutto mancherà all’editoria in questo momento di grande crisi per il settore. Perché era una donna che si lasciava attraversare dal desiderio di vita e di creatività. Nessuno come lei.”


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