“Produrrà l’effetto opposto a quello voluto”


“Ci sono due questioni di merito talmente gravi che le definirei già adesso due mele avvelenate”

Decreto Salvini

A neanche 24 ore dalla presentazione del cosiddetto decreto Salvini, che affianca l’immigrazione alla sicurezza, l’ex Ministro dell’Interno Marco Minniti si è lanciato in una dura critica del testo, che a suo dire produrrà l’effetto opposto a quello voluto dall’esecutivo di Giuseppe Conte.

Il testo non è stato ancora pubblicato e le parole del predecessore di Salvini si basano ovviamente su quanto annunciato ieri in conferenza stampa:

Aspetto di leggere il testo. Non vorrei finisse come il decreto di Genova: un’araba fenice. Ma ci sono due questioni di merito talmente gravi che le definirei già adesso due mele avvelenate. La prima è la cancellazione dei permessi umanitari e la seconda è il depotenziamento degli Sprar, ovvero dell’accoglienza diffusa, che è catastrofico.

Minniti si dice certo che il decreto Salvini “passerà alla storia come decreto insicurezza” e il motivo di questa affermazione è presto detto:

Le espulsioni non dipendono dalla legislazione italiana ma dalla capacità di costruire relazioni internazionali: noi non possiamo far salire le persone su un aereo e gettarle a mare come nell’Argentina di Videla. Noi possiamo fare rimpatri solo se siamo in condizione di rimandarli nei Paesi di provenienza, con un’attività diplomatica che da questo governo non vedo.

In assenza di accordi, quindi, i migranti candidati per l’espulsione dovranno rimanere in Italia e l’abolizione dello SPRAR non permetterà l’integrazione di queste persone. Il risultato è facilmente immaginabile e possiamo vederlo guardando ad altri Paesi dell’UE che hanno scelto la stessa strada dell’Italia:

Il futuro della sicurezza nelle democrazie nei prossimi vent’anni si gioca sul terreno dell’integrazione. Altri Paesi hanno fatto in anni passati quello che sta facendo oggi l’Italia. A un certo punto si sono svegliati e hanno visto dei loro figli che facevano attentati nelle loro capitali. Con queste due scelte stiamo mettendo una bomba a orologeria sotto la nostra convivenza.

Oggi il decreto arriverà al Quirinale e sarà Sergio Mattarella a decidere se firmare e mandarlo avanti – Conte e Salvini sono certi che la firma arriverà – o se il Presidente della Repubblica chiederà delle modifiche al testo così come è stato approvato dal Consiglio dei Ministri.

Foto | Palazzo Chigi




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