provò a offrire sesso in cambio della salvezza


Hannah Cornelius è morta a soli 21 anni dopo essere stata violentata e uccisa a sassate da una gang. La ragazza aveva provato a intervenire per aiutare un amico in difficoltà, ma avrebbe avuto la peggio. La studentessa si era fermata con la sua auto per aiutare un compagno di studi che la gang stava prendendo in giro e provocando, ma il suo gesto aveva scatenato l’ira dei malviventi.

I due ragazzi sono stati quindi sequestrati, portati in periferia e picchiati. L’amico è stato seviziato ma è rimasto vivo, mentre la ragazza è stata prima violentata e poi uccisa a sassate e coltellate. Adesso tutti i suoi aggressori sono in carcere e durante il processo uno di loro ha rivelato che Hannah arrivò ad offrire loro del sesso in cambio della libertà. Questo disperato tentativo, però, non sarebbe andato a buon fine perché i ragazzi avevano già intenzione di abusare di lei e dopo la violenza sessuale l’hanno uccisa.

L’uomo inizialmente ha negato ogni responsabilità ma poi ha confessato tutto e ha ricostruito l’intera vicenda spiegando che quando si sono accorti che dopo lo stupro era rimasta priva di sensi, l’hanno messa nel bagagliaio e in seguito l’hanno accoltellata e colpita con una pietra per ucciderla ed evitare una denuncia qualora fosse rimasta viva. A lanciare l’allarme fu proprio il ragazzo rimasto incredibilmente vivo dopo l’aggressione. Dopo l’allontanamento della gang, riuscì a mettersi in piedi e ad allertare i soccorsi. La polizia ha individuato quattro uomini tra i 27 e i 30 anni: pare che la loro intenzione fosse di derubare il ragazzo, l’intervento della 21enne avrebbe innescato la loro follia.


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