“Punto su Lautaro per il derby. Attenzione a Suso”


Enrico Ruggeri, 61 anni

Enrico Ruggeri, 61 anni

La passione nasce con la Grande Inter, quella di Sarti-Burgnich-Facchetti, da allora i colori nerazzurri hanno sempre accompagnato la vita intensa, piena di idee e parole, di Enrico Ruggeri. E’ appena uscito il nuovo album “Alma”, trentacinquesimo della carriera, anticipato da “Lacrime nella pioggia” ( il cui video stato girato a Marotta, la stessa spiaggia che ha ispirato “Il mare d’inverno”), firmato con il figlio Pico, naturalmente interista. Domenica sera guarderanno insieme la partitissima.

Come vive questo derby?


“Cito Nereo Rocco quando allenava la Triestina , allora squadra di seconda, terza fascia: quando gli dissero “vinca il migliore”, lui rispose “speremo de no! Il Milan superiore e Gattuso mi proprio simpatico, ha un bell’approccio con i giocatori, sa cogliere il meglio di ognuno di loro”.

“Alma” come anima, intesa come i latini in un’accezione positiva, anima da cercare nell’Inter…

“E’ molto importante, con rammarico dico che ce l’ha il Milan. D’altra parte l’Inter una squadra letteraria, pu vincere o perdere con chiunque. Mi auguro che l’ossatura dei giocatori del futuro sia cercata sulla capacit di avere cuore oltre che tecnica”.

Per il derby, che come sempre sfugge a tutte le logiche, su chi punta?

“Lautaro un fenomeno elegante e creativo, ha bisogno di un’altra punta vicino. Mi spiace quando sento dire che non pu giocare accanto a un altro attaccante. E Politano. Confido nella loro fantasia”.

Che cosa ne pensa di Spalletti?

“E’ sempre difficile allenare l’Inter dopo il Triplete. Vorrei che li chiudesse tutti nello spogliatoio, Icardi compreso, con il dovere di uscire con una soluzione. Spetta a lui, non a un dirigente”.

Pensa che Icardi possa compiere un passo indietro?

“E’ tardi, la frittata fatta. Noi non avremmo dovuto sapere nulla delle loro beghe, chiss quante cose accadono che non sappiamo! E’ difficile il ruolo di moglie e manager di un personaggio come lui”.

Tre aggettivi per descrivere la sua squadra?

“Imprevedibile, poetica, psicolabile”.

Se potesse quale pedina toglierebbe dallo scacchiere rossonero?

“Suso, perch creativo e tecnico, scardina il centrocampo. E Piatek”.

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Che tipo di partita si aspetta?

“Non so cosa sperare, dipender molto anche dalla giornata di Perisic e Brozovic… a volte l’Inter si mette a giocare dopo aver preso un gol…”.

Ha una scaramanzia?

“Se la situazione si fa grigia io e Pico cambiamo posto”.

Sfott con gli amici?

“Con Silvio Capeccia, milanista dei Decibel: la telefonatina il giorno dopo c’ sempre”.

Il derby che non dimentica?

“Quello vinto 2-0 con gol di Beccalossi e due sigarette nell’intervallo” (Ruggeri aveva dedicato la canzone “Il fantasista” ai calciatori “irregolari”, anticonformisti come lui, ndr).

Un pronostico?

“Non possibile”.

 Gabriella Mancini 

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