Qatar, un caso “Mondiale” per la FIFA


Sepp Blatter, AP.

Sepp Blatter, AP.

SuperChampions (dal 2024), fair play finanziario (se mai dovesse cambiare non prima del 2020), ma vogliamo parlare del Mondiale in Qatar che questione pi urgente? Va bene che si gioca nel 2022, ma manca ormai poco pi di un mese alla decisione se con 32 finaliste oppure 48. Non proprio una questione prescindibile quella che il Congresso Fifa prender il 5 giugno a Parigi. Si pu cambiare un torneo nato con ben altro formato? Una risposta realistica sarebbe: si pu tutto, ma sarebbe complicatissimo.

a ZURIGO
Qatar 2022 era stato votato, assieme a Russia 2018, nello scandaloso Esecutivo Fifa del dicembre 2010. Quel giorno a Zurigo cominci la parabola discendente di Blatter che, tra gli effetti collaterali, ebbe quella di eliminare anche Platini dalla futura presidenza. Il voto, per, non stato cambiato o cancellato. La Russia e la Fifa hanno poi offerto al mondo un torneo straordinario. La strada del Qatar in salita perch ci si subito accorti, dopo un voto a capocchia, che giocare a giugno e luglio sarebbe stato impossibile, se non tragico, visto il caldo. E quindi subito spostamento a novembre-dicembre. Poi i sudamericani, un po’ ingordi, hanno preso al volo il treno del Mondiale a 48 previsto per il 2026, pensando bene di proporre un allargamento anticipato. Da politico consumato, Infantino non ha mai detto s e men che meno no, ma semplicemente un vediamo, cos scaricando su un eventuale rapporto tecnico la responsabilit di un rifiuto. Non si sono fatti troppi passi avanti da allora.


LO SCENARIO
Lo scenario chiaro. Tutti i continenti tranne uno vogliono la fase finale a 48 perch aumenterebbero posti e probabilit di qualificazione (l’Europa no e, al di l di qualsiasi valutazione tecnica sul torneo, sembra pi che altro un’opposizione politica). Il Qatar, che da organizzatore avr l’ultima parola, non sarebbe per niente contento di un torneo gigante. Terzo, pi importante, in Qatar non entrano, letteralmente, pi di 32 finaliste. Servirebbe collaborazione, intesa come allargamento dei confini, ma qui entra in gioco la geopolitica mediorientale. Emirati, Arabia Saudita ed Egitto sono avversari dichiarati del Qatar: impossibile rivolgersi a loro, se qualcuno ci riuscisse si candiderebbe per il Nobel per la Pace. Ma alla Fifa non sottovalutano neanche l’instabilit della regione e la possibilit di una crisi improvvisa, magari alla vigilia del torneo, che manderebbe all’aria un eventuale accordo storico. Troppo rischioso. Si potrebbe pensare all’Oman e al Bahrein, soluzioni non semplicissime neanche queste, e comunque occorrerebbero investimenti che ridurrebbero un fatturato gi meno ricco di quello russo. Diplomazie e tecnici sono al lavoro sotto traccia in queste ore. Se si decidesse oggi, sarebbe Qatar a 32. Domani mai dire mai, anche se davvero dura.

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 Fabio Licari 

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