Quagliarella-Chiellini duello tra highlander – La Gazzetta dello Sport


Il re del gol e il migliore difensore del campionato si affrontano in una sfida senza tempo. Settant’anni in due. Ma chi ne se ne accorge?

Sembra studiato da una regia illuminata, questo appuntamento al tramonto. Nel periodo degli addii, al pallone o perlomeno alla serie A, di grandi vecchi del nostro calcio come Barzagli, Pellissier, De Rossi , gli highlander si ritrovano all’ultima puntata del campionato per sfidarsi. E dare l’appuntamento a tutti per il futuro. Fanno settant’anni in due ma di ritirarsi non ci pensano nemmeno lontanamente. E perché dovrebbero? Anche se qualche acciacco si fa sentire, stanno meglio di tanti sbarbati. E, soprattutto, hanno questa strana attitudine a diventare sempre più forti più passa il tempo. Highlander, appunto.

Che sfida!

—  

Il teatro è perfetto: Marassi, uno degli stadi migliori al mondo per gustarsi nei dettagli una partita. E una sfida nella sfida. Quella tra il miglior difensore del campionato, e del mondo aggiungerebbe Allegri, e il suo capocannoniere. Che uno abbia 34 anni e tra un paio di mesi ne compia 35 e l’altro ne conti 36 suonati, aggiunge pepe alla questione. E apre una serie di speranze sulle carriere che si allungano, sulla vita che non è mai scontata, sul mai dire mai, eccetera eccetera. Giorgio Chiellini e Fabio Quagliarella domani accenderanno Sampdoria-Juventus. Il loro duello, insieme con l’ultima panchina bianconera di Allegri, è il piatto forte di una partita che non ha tensioni di classifica. Quella di andata aveva altri obiettivi, per entrambe. Finì 2-1 per la Juventus, doppietta di Cristiano Ronaldo e gol di, indovinate chi?, Quagliarella. Il marziano portoghese stava imponendo la sua legge nella classifica del gol. Davanti a tutti con 14 firme. Ma poco dietro c’era lui, Fabio l’immortale, già a 12 dopo 19 giornate. Tra l’altro , di quei 12, il rigore alla Juve era il primo (e Chiellini non ne era il colpevole, ma Emre Can e un suo mani galeotto). CR7 ne aveva già tirati e segnati 4. Ma ovviamente soltanto gli amici e qualche gambler avrebbero scommesso sul “Quaglia” re del gol a fine stagione. Invece quel trono, a meno di un più che improbabile poker di Zapata a Reggio Emilia contro il Sassuolo, o una ancora più improbabile cinquina di CR7 a Marassi, e senza che lui segni per di più, è tutto suo. E super meritato.

Quaglia, che stagione

—  

Già il campionato scorso, lo zingaro del gol che si è fermato un po’ sul mar Ligure aveva fatto fuoco e fiamme: 19 reti, il suo record personale a 35 anni. Che meraviglioso canto del cigno, hanno pensato in molti. E invece Fabio l’highlander ha stupito tutti, superando se stesso. A questo giro di giostra di record ne ha fatti tre: oltre a quello di essersi superato, ha eguagliato Batistuta nei gol in partite di fila (11), ed è diventato il goleador più vecchio della storia della Nazionale, dopo la doppietta al Liechtenstein. Con l’aggiunta di una piccola ciliegina: ha ridato alla Samp un capocannoniere dopo i tempi ormai lontani di Gianluca Vialli. Un cammino strepitoso, percorso con umiltà, commozione, lacrime e humor. “Il solo pensare di essere accostato al nome di Batistuta mi fa venire i brividi”. “Il ritorno in nazionale è stato una grandissima emozione. Il gol più bello della stagione è quello di tacco al Napoli, puro istinto. Ma il migliore in assoluto è stata la chiamata in azzurro”. “E stata la mia stagione migliore, anche per l’affetto della gente che ho incontrato lungo il cammino”. E’ stata applaudito in tutti gli stadi, in quelli dove ha giocato, come a Udine, e anche dove non è stato. Lui si è commosso, e quando l’ovazione, prolungata, è arrivata dagli spalti del Tardini dopo la gara con la nazionale, mica è riuscito a trattenere le lacrime. Giusto ieri ha detto: “Fossi in Mancini mi convocherei sempre”. Scherzava, ma mica del tutto. Perché è con questo spirito, con la voglia di rimandare i bilanci, che si arriva in fondo ai traguardi. E si pensa subito ad altri.

Chiello, che stagione

—  

Giorgio l’highlander di applausi in giro per gli stadi ne prende meno. E’ un giocatore della Juve, sai com’è…. Lo meriterebbe, però. Anche perché somiglia a Fabio nell’empatia, nei pensieri, nel carattere forte e modesto, e nell’intelligenza ironica. Per forza, uno è di Napoli, l’altro di Livorno, terreni fertili per la sdrammatizzazione e la battuta. Soprattutto, i due son gemelli per lo strano destino di diventare più bravi da vecchi. Strano sì, mica sono vino. Come il senso intatto del Quaglia per il gol, il Chiello, come lo chiamano tutti nello spogliatoio, ha quello per negarlo, il gol. Ha ancora l’anticipo di un ventenne, lo stacco di un puma, la potenza di un Tir. Certo, a volte si blocca questa macchina da difesa. Ma poi un’oliatina al motore (e un po’ di riposo calibrato da Allegri) e ritorna pulita come prima. A proposito di pulito, Chiellini è persino migliorato negli interventi . Meno falli, meno cartellini. Quando si diventa più stempiati, magari è più facile entrare fuori tempo su uno che ha dieci anni meno di te. Invece re Giorgio ha rifinito persino l’anticipo. La scorsa stagione è stata una delle migliori della sua carriera. E come, Fabio, in questa si è superato. Intanto ha superato quota 500 gare con la Juve, come Scirea, Buffon, Del Pierio, Furino (“Dov’è l’errore?, Mamma mia”). Con lui in campo, la Juve ha subito pochissimi gol. Dopo la strepitosa partita col Manchester a Old Trafford, Mourinho ha detto in sala stampa: “Chiellini e Bonucci dovrebbero tenere un corso ad Harvard su come si difende”. Il conte Max, sempre abbastanza contenuto nei complimenti ai singoli, ha sentenziato: “E’ uno dei migliori centrali del mondo, al livello di Sergio Ramos. Anzi, forse in questo momento è il migliore del mondo”.

Il duello

—  

Chiellini baratterebbe lo scettro di migliore per giocare altri due tre anni a grande livello. “Perché la Juve è la mia famiglia ma non ti regala niente. Se non sei utile devi smettere e io non mi vedo con un’altra maglia”. Anche Quagliarella starebbe volentieri alla Sampdoria. “Perché qui mi hanno voluto bene fin dalla prima volta che venni qui, nel 2006. E ha sempre cercato d ripagarli al meglio”. Eccome, se lo ha fatto. Domani, prima della gara, riceverà davanti ai sui tifosi il premio come miglior attaccante della stagione. Sarebbe bello che glielo consegnasse il migliore difensore della stagione. Poi sarà duello tra Highlander, per lo spettacolo. Ma anche con lo sguardo rivolto, ancora una volta, al futuro. Con quello di Quaglia che volge al grande ritorno. Napoli lo aspetta. Ma non parlategli di canto del cigno.


Link ufficiale: gazzetta.it