quando le wags vanno all’attacco


Ilary Blasi.Ilary Blasi.

Ilary Blasi.

Che Wanda abbia unghie affilate come lame ormai non c’è dubbio. Ma non è l’unica. La letteratura epica che racconta la discesa in campo delle wags a difesa dei loro mariti o compagni calciatori, è vasta. E fragorosa. Perché al grido di battaglia “giù le mani da mio marito” le signore del calcio sanno lanciare anatemi a dirigenti e allenatori e incendiare tifoserie. Prendete Ilary Blasi, conduttrice tv e moglie di Francesco Totti. Corre l’anno 2016. L’ex capitano della Roma, ormai quasi 40enne, con Spalletti in panchina, il campo lo vede da lontano. Solo pochi mesi prima, per un’intervista polemica concessa alla Rai, viene allontanato dal ritiro di Trigoria. Ilary cova per un po’ di tempo e poi tuona: “È stato cacciato da casa sua – dice alla Gazzetta – non critico le scelte tecniche, ma Spalletti è stato un piccolo uomo. Lui subisce Totti. Pallotta? Deve ragionà prima de parlà”. Le sue parole fanno rumore, molto rumore. Ma la Blasi non farà mai marcia indietro: “Non mi pento. Sono sempre lucida quando parlo”.

Carolina Marcialis e Antonio Cassano.

Carolina Marcialis e Antonio Cassano.

Quei tweet e post al veleno
Ma quali sono le armi brandite dalle wags? I social, of course. E il talento, in quanto a tweet e post, non si discute. Carolina Marcialis, signora Cassano, nel gennaio del 2015 dopo che il suo FantAntonio decide di chiudere con il Parma a un passo dal fallimento (rimettendoci 4 milioni di euro) si scaglia contro Roberto Donadoni, all’epoca tecnico dei gialloblù: “Capisco che hai perso l’occasione per andare via prima e capisco anche l’attaccamento ai soldi, ma prima o poi qualcuno ti cercherà, abbi fede Crisantemo!”. Parole pesantissime che però, pare siano state scritte da FantAntonio in persona, sfruttando l’account della mogliettina. Ma vai a sapere. Vi ricordate invece di Benedetta Balleggi? La moglie dell’ex Milan Luca Antonini esulta per l’esonero di Allegri con cui il marito non ha mai trovato spazio: “Finalmente godo anch’io”. Dura il tempo di un cross la felicità di Federica Riccardi, consorte di Alessio Cerci che in un post critica il calcio italiano colpevole di non aver saputo valorizzare suo marito: “…saluti Serie A. Noi andiamo nel calcio che conta”. Il finale? Quattro mesi dopo, Cerci fa ritorno nel calcio che non conta. Incidenti di percorso, per carità.


Claudio Marchisio e sua moglie Roberta Sinopoli.

Claudio Marchisio e sua moglie Roberta Sinopoli.

melissa vs miha
Nell’aprile del 2016 Mihajlovic viene esonerato dalla panchina del Milan, al suo posto ecco Brocchi. Melissa Satta, dolce metà di Boateng che con il tecnico serbo non trova spazio, gli dà il colpo di grazia: “Si può parlare solo quando le situazioni le vivi da dentro – confessa lei a Tiki Taka – ma nello spogliatoio non c’era tranquillità”. Miha le risponde a modo suo dopo aver ricevuto il Tapiro di Striscia: “Non sono razzista, ma penso che le donne non dovrebbero parlare di calcio, non sono adatte”. Da registrare lo sfogo di Roberta Sinopoli, moglie dell’ex juventino Claudio Marchisio. Durante la sua ultima delle 10 stagioni in bianconero, il centrocampista finisce ai margini del progetto di Allegri. E lei, dopo il derby col Torino (9 febbraio 2018), sbotta: “La tolleranza arriva fino alla linea del rispetto reciproco, passando quella si trasforma”. Ecco, al termine del campionato, il Principino saluta tutti e vola a San Pietroburgo, allo Zenith. “Nel calcio e nel cinema meglio essere rimpianti che sopportati. Parole sante”, commenta velenosa Lady Marchisio.

Melissa Satta. Melissa Satta.

Melissa Satta.

quelle che… decidono anche per i mariti
Ci sono wags che non si limitano a difendere i mariti. Ma giocano in attacco. Come? Imponendo la loro volontà in fatto di trasferimenti. È il caso di Veronique che nel 2001 porta via Zidane da Torino: “Ho nostalgia del sole e del mare”, mare che, la geografia non è un’opinione, a Madrid (sponda Real) non c’è. L’avvocato Gianni Agnelli non manca di pungere Zinedine: “A casa tua chi comanda?”. “Da quando abbiamo due figli, io non posso farci nulla”, la risposta. Copione simile per Andriy Shevchenko che, quando lascia il Milan per il Chelsea nel 2006, se la gioca mettendola sul ridere: “Al consiglio di famiglia è stato deciso: andiamo a Londra”. Consiglio di famiglia, a quanto pare, “gestito” in autonomia da Kristen Pazik. Il presidente Berlusconi però, l’ironia dell’ucraino non la coglie affatto: “Quando la moglie lo chiama corre come un cagnolino”, afferma. Che è un po’ quello che dirà Mourinho, tecnico dei blues, qualche mese dopo: “Sheva via? Chiedetelo a Kristen. Quando lei alza la voce lui va sotto il letto”. Insomma, guai a far arrabbiare le mogli. E questa è l’accortezza che ha mosso un certo Michel Platini nel lontano 1979. Leggenda vuole che il (futuro) tre volte Pallone d’oro, dopo aver firmato con il Saint Etienne, abbia preteso una clausola nel suo contratto: le divise le doveva lavare il club. E tutto per far felice la moglie Christelle: “Da oggi non te ne dovrai più occupare tu, sei contenta?”.

 Lorenzo Franculli 

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