quel legame speciale minato dalla… Juventus


Miralem Pjanic e Radja Nainggolan insieme agli Internazionali di tennis a Roma nel 2016. Ansa

Miralem Pjanic e Radja Nainggolan insieme agli Internazionali di tennis a Roma nel 2016. Ansa

Non una storia da “C’eravamo tanto amati”, perch in fondo il bene c’ ancora, vivo, tra loro come tra le loro famiglie. Radja Nainggolan e Miralem Pjanic hanno vissuto a Roma una fetta di carriera insieme: stesso ruolo, stesso desiderio di diventare grandi nella Capitale. Magari immortali, se fosse arrivato quello scudetto tanto agognato. E invece le strade poi si sono divise, in maniera netta, quando Pjanic ha deciso di accettare la corta della Juventus per andare a vincere, a differenza di Radja che invece ne ha sempre fatto una questione personale: “Mai alla Juve”.

COME UN FRATELLO
I due insieme in giallorosso hanno giocato qualcosa come 6.432 minuti, uniti nella stessa direzione, a lottare per la stessa maglia, a costruire azioni, spettacolo, gol. Ma anche a esultare o arrabbiarsi, a urlare o a zittire, ad abbracciarsi di gioia o consolarsi. Stasera torneranno amici-nemici, ma sempre e solo per 90 minuti (pi recupero, ovviamente). Nainggolan fu il primo a intervenire quando a Roma cominci a girare la voce della possibile cessione di Pjanic alla Juve. Disse, scherzando: “Se Pjanic firma per la Juve non gli parlo pi”. Era una bugia consapevole, un dribbling poco convinto e mal riuscito. E infatti pochi giorni pi tardi aggiunse: “Per me lui come un fratello, continuer a volergli bene”. Ed giusto cos.


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QUANTI INCROCI
Stasera Pjanic torner nello stadio dove lo scorso anno fu protagonista di uno degli episodi chiave nella corsa scudetto. Nel 3-2 finale in favore della Juve, si parla ancora di quella mancata seconda ammonizione per il fallo su Rafinha. Graziato da Orsato, non dal popolo nerazzurro che ormai lo vedo ancor di pi come tra i primi nemici. Radja almeno la Juve l’ha sempre avuta come nemica e non si mai nascosto. Non solo rifiutando il trasferimento, ma anche attraverso uscite social tutt’altro che velate. “Non mi vedrete mai con quella maglia”, il ritornello che ha a lungo accompagnato le sue dichiarazioni ufficiali passate. Ma l’avversione alla Juve va di pari passi con l’affetto per Mire. Lo disse lui stesso nel periodo del trasferimento del bosniaco: “Poi tanto lo sento ogni giorno”. Perch anche le rispettive compagne si sono sempre sentite con costanza e continuano a farlo. E allora chiss che risate stasera, quando magari rincorreranno lo stesso pallone, incroceranno gambe e tacchetti, eluderanno il pressing dell’altro o lo salteranno in dribbling. Roba da prendersi in giro in diretta, gi sul terreno di gioco. Con la voglia di superare l’altro e portare la propria squadra alla vittoria. Ma poi alla fine abbracciarsi

 Vincenzo D’Angelo  

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