quel pezzetto d’Italia che che lavora per il Cholo


Domani sera al Wanda Metropolitano ci saranno tre italiani che tiferanno Atletico. Non perch sono antijuventini, no. Per amore sincero al bianco e al rosso, a un club che li ha accolti tanti anni fa ed entrato nel loro sangue. In ordine di et, Andrea Berta, inizialmente direttore sportivo e oggi numero tre del club. Maria Teresa Chriv, braccio destro di Emilio Gutierrez alla guida della rinnovata e lanciatissima Academia dell’Atletico e Gianluca Bonanno, portiere del Juvenil C colchonero. Il primo di Orzinuovi, Brescia, la seconda di Salve, Salento, il terzo di Cadice, Andalusia, dove nato da mamma spagnola e padre bresciano.

BERTA E IL LEGAME COL CHOLO
Andrea Berta arrivato al Calderon nel maggio del 2013. Un anno e mezzo dopo Simeone, col quale ha legato tanto che un anno fa quando Andrea aveva deciso di accettare la mirabolante offerta del Psg salutando i tanti amici madrileni, stato il Cholo a convincerlo a tornare sui propri passi e a restare a Madrid. Berta, classe ‘72 come Fabio Paratici…, oggi la persona pi influente del club dopo il presidente Cerezo e il suo alter ego Gil Marin. La campagna acquisti porta la sua firma e il feeling con Simeone saldissimo. Certo, le voci di mercato che lo riguardano sono tante come quelle dei calciatori che cerca lui e dall’Inghilterra sono sicuri che quest’estate Berta passer al Manchester United, ma al momento sembra tutto prematuro.


A sinistra, Andrea Berta, 37 anni, con il presidente Enrique Cerezo, alla presentazione di Morata AFP

A sinistra, Andrea Berta, 37 anni, con il presidente Enrique Cerezo, alla presentazione di Morata AFP

IL MIRACOLO ACADEMIA
Maria Teresa passata dalla Puglia a Madrid poco pi che adolescente. Qui ha fatto l’universit ottenendo punteggi straordinari e da l immediatamente un lavoro all’Atletico. Aveva 23 anni. Oggi ne ha 37 e all’interno del club si guadagnata un rispetto grande come la sua passione per il lavoro e per l’Atletico. Ha lavorato all’ufficio stampa, in comunicazione, al protocollo ma tre anni e mezzo fa ha trovato la sua strada definitiva. L’Atletico aveva una cantera senza futuro, con pessime strutture e nessuna prospettiva, “Chiri”, com’ universalmente conosciuta nel mondo biancorosso, ed Emilio Gutierrez si sono rimboccati le maniche e grazie al loro impegno oggi il vivaio dei colchoneros ha 1.500 tra ragazzi e ragazze, da lavoro a 400 persone e il club investe nella struttura 14 milioni di euro. Qualche settimana fa complici gli infortuni di tanti giocatori Simeone in Liga ha portato con se in panchina addirittura cinque ragazzi dell’Academia.

Gianluca Bonanno, 17 anni, con il padre ToniGianluca Bonanno, 17 anni, con il padre Toni

Gianluca Bonanno, 17 anni, con il padre Toni

Gianluca Bonanno, 17 anni, con il padre Toni

FAMIGLIA COLCHONERA
Gianluca largamente il pi giovane dei tre, ed anche l’unico che domani sar fisicamente in campo, come raccattapalle. Ha 17 anni, ha frequentato a lungo la scuola italiana di Madrid e la passione per l’Atletico gli stata trasmessa dal vulcanico Toni, il padre. Arrivato come musicista a Madrid trent’anni fa e affermatosi con un bar, il Bonanno, nel cuore del barrio de La latina in centro a Madrid, punto nevralgico della Movida. Ci andavano Javier Bardem e Pedro Almodovar, oggi facile incontrarci il Profe Ortega, leggendario preparatore di Simeone, il Mono Burgos o lo stesso Cholo. E Berta, e la Chiri. Perch il Bonanno un centro di gravit Atletico permanente e Gianluca con un padre cos non poteva certo venir fuori madridista. nella cantera dell’Atletico da oltre dieci anni, ha fatto una grande scalata e ora l, pronto per il salto finale. Per padre e figlio l’idolo Fernando Torres, proprio per ci che rappresenta a livello di attaccamento alla maglia e fedelt alla causa. “Con la Juve sar durissima – dice Gianluca – e in campo soffrir da morire. Per con la finale di Champions in casa abbiamo il dovere di crederci, e di provarci”. Sembra di sentir parlare il Cholo.

dal nostro corrispondente Filippo Maria Ricci 

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