Ragusa, minori sfruttati nei campi per spargere fertilizzanti: arrestati 4 imprenditori


Avrebbero usato manodopera completamente irregolare e dunque a basso costo per il lavoro nei loro campi agricoli tra cui minori che venivano usati per cospargere fertilizzanti tossici per l’uomo senza alcuna protezione nonostante i grossi rischi in cui incorrevano. Per questo quattro imprenditori agricoli sono stati fermati e arrestati nella mattinata di mercoledì dalla polizia di Ragusa al termine di una complessa indagine sul caporalato condotta dalla squadra mobile che ha portato alla luce un diffuso modo di operare in zona e ha coinvolto in totale sette imprenditori. Oltre i quattro arrestati, infatti, nell’inchiesta sono finiti anche altri tre imprenditori iscritti nel registro degli indagati.

“Al termine dei controlli, la ‘fotografia’ del territorio rappresenta una situazione di illegalità diffusa. In questa occasione nessuna delle aziende agricole controllate rispettava le norme vigenti” dicono gli inquirenti. Gli imprenditori coinvolti nell’indagine avrebbero sfruttato in particolare la manodopera di braccianti agricoli extracomunitari come centroafricani richiedenti asilo, rumeni, tunisini ma non mancano anche italiani, impiegati nelle serre della zona di Vittoria.

Gli stranieri sfruttati inoltre spesso venivano costretti ad alloggiare in tuguri fatiscenti e abusivi spesso senza i servizi minimi essenziali. Oltre alla presenza di molti lavoratori in “nero”, infatti, la polizia ha rivelato di aver riscontrato anche numerose infrazioni sulle normative sull’edilizia, violazioni delle norme sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, violazioni del codice dell’ambiente, a causa  di discariche abusive di plastica ed anticrittogamici, e violazioni delle norme sulla salubrità degli ambienti adibiti a civile abitazione.


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