Ranieri saluta la Roma: “Questa squadra per me significa tutto” – La Gazzetta dello Sport


Il tecnico traccia un bilancio della stagione prima dell’ultima gara coi giallorossi: “I ragazzi si sono ripresi, è stata un’esperienza positiva”. E sulla Champions: “Ci proveremo fino alla fine”

Domenica sarà si metterà la tuta per l’ultima volta. Poi via, verso la prossima avventura. “Ma sarò sempre tifoso di questa squadra, per me la Roma rappresenta tutto”, dice Claudio Ranieri al sito della Roma. “Il bilancio è positivo – continua – Quando sono arrivato ho trovato un gruppo giù di morale, i ragazzi erano abbattuti perché pensavano di poter far meglio. Non si arriva con la bacchetta magica, ma la squadra ha saputo reagire. C’è ancora una piccola possibilità di poter entrare in Champions e proveremo a coglierla. Dovremo fare cinque gol e aspettare i risultati degli altri? Ci proveremo, è il mio carattere. Di certo questa squadra ha un futuro, ci sono giovani molto interessanti, che possono far bene”. E domenica ci sarà anche Daniele De Rossi, alla sua ultima partita in giallorosso. “Ogni tifoso si identifica in lui, per il suo spirito combattivo. Mi auguro che domenica ci sia soprattutto un saluto pieno di amore”.

Il prossimo anno

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Già, anche se poi subito dopo il pareggio di sabato scorso a Reggio Emilia, con il Sassuolo, Ranieri in realtà aveva ridotto gli scenari futuri dei giallorossi. “Il prossimo anno sarà difficile lottare per la Champions, meglio consolidarsi in Europa League e poi vedere…”, aveva detto. Stavolta, Ranieri prova a correggere il tiro. “Bisogna vedere come cambierà la squadra e che allenatore arriverà. Non voglio caricare di responsabilità il mio successore. La prossima squadra dovrà entrare in Europa League, voliamo più bassi rispetto al passato, quando la Roma è sempre arrivata in Champions. Se poi troverà l’anno buono, tornerà in Champions. Come in agricoltura: il contadino può fare sempre lo stesso lavoro, ma ci sono annata in cui il vino è meraviglioso e altre in cui viene diverso da come lo si vorrebbe. Le stagioni dipendono da mille fattori – prosegue il tecnico – anche questa è andata così, ma l’impegno e l’abnegazione non è mai mancata. Dispiace per il gol subito a Genova nei minuti di recupero, ma sono orgoglioso della vittoria colta contro la Juventus, forse la partita che mi lascia il ricordo migliore. E’ vero che Mirante ha fatto tre capolavori, ma un portiere è anche qui per questo. Lo scorso anno quanti ne ha fatti Alisson?

Le cose belle

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Infine Ranieri passa ad analizzare le cose belle, quelle che con il suo ritorno sono migliorate. “Sicuramente la solidità difensiva, che prima mancava. Io chiedo alle mie squadre organizzazione ed equilibrio, giocando in velocità”. E poi i singoli. “Credo che Fazio e Nzonzi abbiano fatto vedere le loro capacità. Fazio lo conoscevamo, Nzonzi non era ben visto. Io lo avevo già cercato al Leicester per sostituire Kantè, forse il fatto che lo stimassi gli ha dato un quid in più. Gioca sempre a due tocchi e recupera palle come una piovra, anche se per il calcio italiano deve migliorare nella verticalizzazione. In lui rivedo il Thiago Motta dell’Inter: non perde mai la bussola, è sempre calmo ed a disposizione della squadra. Con Steven la Roma ha fatto un ottimo acquisto”. E’ l’eredità di Ranieri, ora sotto con il prossimo.


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