Rapina a Lanciano, fermato un quinto uomo: era nascosto nelle campagne


C’era un quinto uomo nella banda di rapinatori che domenica scorsa ha preso di mira la villa dei coniugi Martelli a Lanciano, in provincia di Chieti, picchiando brutalmente per ore Carlo Martelli, 69enne chirurgo cardiovascolare in pensione, e la coniuge Niva Bazzan, arrivando infine a tagliare il lobo dell’orecchio destro a quest’ultima , solo per farsi rivelare l’ubicazione di una fantomatica cassaforte che in realtà non c’era. Si tratta di un giovane di 26 anni, anche lui romeno come gli altri componenti della banda arrestati nei giorni scorsi. L’uomo si trovava ancora alla periferia di Lanciano dove si nascondeva nelle campagne.

A trovarlo e ammanettarlo nella tarda serata di sabato, agenti di Polizia e militari dei Carabinieri impegnati in una operazione congiunta nella frazioni di Rizzacorno, Colle Campitelli e Sant’Onofrio. Ora è sottoposto a fermo in attesa della decisione del giudice. Nell’ambito della stessa operazione, poche ore prima  era stato arrestato anche un altro uomo, un 48enne sempre romeno, che deve rispondere di favoreggiamento per averlo coperto e ospitato ma non è assolutamente coinvolto nella rapina.

Intanto dal carcere di Chieti, dove sono rinchiusi dopo l’arresto, hanno confessato la rapina in villa i primi tre arrestati: si tratta dei fratelli Costantin Aurel Turlica, 22 anni e Ion Cosmin Turlica, 20 anni, e del loro cugino Aurel Ruset, 25 anni. Messi di fronte alle prove raccolte dagli inquirenti, i tre ventenni davanti al giudice che li interrogava hanno ammesso la partecipazione all’efferata rapina ma  contemporaneamente hanno negato di aver partecipato alla mutilazione di Niva Bazzan. Lo ha riferito il loro legale difensore, l’avvocato Domenico Russo. Tutti e tre infatti avrebbero scaricato la responsabilità su un altro componente della banda, il connazionale Alexander Bogadan Coltenau, catturato a Caserta dagli uomini dello Sco e della squadra mobile mentre cercava di vendere un orologio rubato proprio a casa delle vittime e considerato il capo del gruppo.


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