Reddito di cittadinanza, in pochi prenderanno davvero i 780 euro al mese promessi


Il reddito di cittadinanza promesso dal Movimento 5 Stelle sta per arrivare. Con la legge di bilancio che verrà varata a breve, il governo Lega-M5S ha stanziato 10 miliardi di euro (di cui uno per la riforma dei centri per l’impiego, ndr) per finanziare il reddito destinato alle persone in stato di povertà. Rispetto all’iniziale proposta depositata nel 2013 in parlamento, però, il reddito di cittadinanza che a breve vedrà la luce sarà decisamente diverso da quanto molti elettori si aspettavano. Al momento non esiste ancora un testo definitivo, ma stando a quanto ha spiegato Pasquale Tridico, economista e consigliere del vicepremier Luigi Di Maio in un’intervista al Corriere della Sera, il reddito che verrà introdotto nel 2019 assomiglierà poco a quello promesso in campagna elettorale.

“La misura piena, cioè 780 euro al mese, è per un individuo che paga un affitto e ha Isee zero. Se è già proprietario di casa, l’importo si riduce. C’è in sostanza un housing support sul modello che c’è in altri Paesi d’Europa. […] E quindi non è vero come dicono alcuni – sottolinea – che il nostro reddito di cittadinanza sarebbe più generoso. In Francia, ad esempio, il ‘Revenu minimum d’insertion’ è di circa 512 euro, a cui si aggiunge un ‘housing support’ e un sostegno alla mobilità, cosicché la misura complessiva può superare i mille euro. Così in Germania, dove al ‘sozialhilfe’ di circa 404 euro si può aggiungere una indennità per l’alloggio e di sostegno ai trasporti, per circa mille euro complessivi. […] Da noi, invece, si sta ragionando su una misura fino a 500 euro più 280 per l’affitto. In questa ipotesi, chi vive nella casa di proprietà prenderebbe al massimo intorno a 500 euro”, ha spiegato Tridico al Corriere della Sera.

In sostanza, dunque, ben pochi cittadini avranno accesso a un assegno pieno da 780 euro mensili: i 780 euro verranno percepiti solo da chi dimostrerà di avere un Isee pari a zero e di vivere in affitto, chi invece avrà un Isee > zero (ma inferiore ai 9360 euro annui, ndr) e una casa di proprietà potrà percepire al massimo 500 euro al mese. Per ottenere un sostegno sarà necessaria la domanda, anche se a regime, con l’Isee precompilato, si andrà verso un sistema quasi automatico”, ha spiegato il consigliere di Di Maio. Le domande potranno partire da marzo e i potenziali beneficiari ammontano a 5 milioni.

“Il beneficiario deve accettare la formazione al lavoro, che deve essere vera, effettiva, documentabile. Inoltre, dovrà essere disponibile a lavori utili alla collettività e perderà il reddito se rifiuta tre proposte di lavoro. Il sistema quindi rende impossibile il lavoro nero e incoraggia invece la ricerca attiva del lavoro. Tre proposte, la prima entro 50 km dalla residenza, per la seconda e la terza si può estendere, entro certi limiti, la distanza”, conclude Tridico.


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