Renault, ritorno a Togliatti – Corriere.it


MOSCA (Russia) Ritorno a Togliatti (Togliatti e non Togliattigrad, che una deformazione sovietizzante). Parte dalla cittadina dell’oblast di Samara, l’antica Stavropol, 800 mila abitanti, appesa tra il corso del Volga, i boschi maestosi di abeti e betulle e la steppa, il rilancio Renault dopo un ripiegamento durato quattro anni, fino al 2017, e adesso confortato da cifre e percentuali di piena ripartenza: le iniziative rispondono alle sollecitazioni dell’area consumo, le ambizioni lievitano, i dati di vendita sono in rialzo.

Il patto con la Fiat di Vittorio Valletta

Il rilancio Renault parte dalla Detroit russa, un modello vintage di edilizia sociale squadrato in perimetri di palazzoni sovietici conservati come reliquie nonostante molt’acqua e molta glasnost sia scorsa sotto i ponti. Parte dalla citt senza piazze e con svaghi limitati che il 28 agosto 1964 prese il nome del leader comunista Palmiro Togliatti morto una settimana prima e dove, grazie alla sua iniziativa, fu stretto nel 1966 un patto tra la Fiat di Vittorio Valletta e lo Stato per la creazione di uno stabilimento in cui far confluire le competenze italiane e in cui fossero prodotte le 124, le 2101 dette Zhigul dal nome delle colline circostanti, oggi custodite nel Lada Museum all’interno dell’area industriale.

La cattedrale dell’auto

Il rilancio Renault parte dunque dallo stabilimento di Avtovaz (Fabbrica Automobilistica del Volga) di Togliatti, una cattedrale dell’auto che inizi a funzionare nel 1970, uno degli insediamenti pi grandi del mondo con 140 chilometri di linee produttive e con un potenziale di costruzione di 780 mila veicoli all’anno, oggi dominata dal marchio Lada ma con un carnet che comprende pure modelli Renault, Nissan, Datsun. Nicolas Maure, chairman della casa francese per l’Eurasia, si dice sicuro del successo: I segnali sono confortanti. L’obiettivo colmare con un’offerta di alto livello l’aumentata richiesta locale. Con un rinnovato schema di lavoro, l’ottimizzazione della produzione, la creazione di un parco industriale.

La scommessa del suv-coup

La scommessa (e la punta di diamante) del new deal Renault in realt il Suv coup Arkana (ne abbiamo parlato qui), che sar prodotto a Mosca e permetter di immettere sul secondo fronte mondiale della casa francese una vettura in grado di allargare il ventaglio delle proposte che gi comprende Suv di successo nell’area eurasiatica come la Kadjar e la Koleos. Renault punta a un volume di vendite pi consistente, alzando le consegne annuali fino al 2022, mentre la domanda russa nel fatidico 2017 ha gi raggiunto quota 1,6 milioni di unit.

L’approccio alla Cina

Renault e la sua unit russa Avtovaz, legata al marchio Lada, guardano al potenziamento della produzione per compensare il pi difficile approccio con la Cina, il pi grande acquirente mondiale di veicoli passeggeri. Il ceo di Avtovaz Yves Caracatzanis convinto che entro il 2022 la Russia sar il pi grande mercato Renault, ma le prospettive sono di arrivare a gonfie vele fino al 2026. Opinione condivisa anche dalla giapponese Nissan, partner di lungo corso della casa francese. Il consolidato trend positivo della Dacia, attraverso modelli come la Logan e la Duster, dovrebbe rafforzare i bellicosi propositi Renault.

6 settembre 2018 (modifica il 6 settembre 2018 | 17:02)

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