resti umani abbandonati, sequestrato il forno crematorio


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in foto: immagine di repertorio

Due uomini sono stati tratti in arresto dai carabinieri di Biella in seguito a un blitz nell’ambito di un’indagine per presunte irregolarità nelle cremazioni: i militari del nucleo di polizia giudiziaria hanno eseguito i due ordini di custodia cautelare in carcere e sequestrato il Tempio crematorio della città piemontese. L’inchiesta è coordinata dal procuratore Teresa Angela Camelio.

Sull’operazione vi è al momento il massimo riserbo, ma sarebbero stati rinvenuti resti umani all’interno di alcuni scatoloni abbandonati; solo nel pomeriggio, nel corso di una conferenza stampa, verrà fatta piena luce sulla vicenda. Nel frattempo sono state bloccate una decina di esequie, che erano in programma questa mattina. Stando alle prime indiscrezioni trapelate e pubblicate da La Stampa i carabinieri avrebbero riscontrato  gravi violazioni nell’attività del crematorio, soprattutto relative alle modalità con cui vengono trattate le salme prima e dopo la cremazione, molte delle quali provenienti da fuori provincia. Sembra che i carabinieri, che hanno lavorato anche di notte con l’ausilio di telecamere nascoste, abbiano trovato abbandonati diversi scatoloni contenenti resti umani.

Il tempio crematorio si trova all’interno del campo santo di Biella ed è gestito dalla Socrebi, società dell’impresa di pompe funebri Ravetti. È stata questa, attraverso un project financing, a costruire struttura e impianto, con un investimento di circa due milioni di euro, in cambio della gestione per 27 anni del servizio. Pochi giorni fa il Consiglio comunale ha bloccato e rimandato in commissione una delibera relativa alla costruzione di un secondo forno.


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