riduce due vescovi allo stato laicale


Papa Francesco risponde con il pugno duro alle accuse di pedofilia che stanno travolgendo il Vaticano. Il Pontefice ha infatti deciso di ridurre allo stato laicale due vescovi cileni sospettati di abusi. Si tratta di Francisco José Cox Huneeus, arcivescovo emerito di La Serena, membro dell’Istituto dei Padri di Schoenstatt, e Marco Antonio Ordenes Fernandez, vescovo emerito di Iquique. In entrambi i casi, fanno sapere dalla Santa Sede tramite un comunicato , è stato applicato “l’articolo del Motu proprio Sacramentorum Sanctitatis Tutela, come conseguenza di atti evidenti di abuso di minori”. La decisione di Bergoglio, che è il provvedimento più severo che potesse adottare, risale allo scorso giovedì 11 ottobre e non ammette appello. “La Congregazione per la Dottrina della Fede ha già informato le parti interessate, tramite i loro rispettivi superiori, nelle rispettive residenze. Francisco José Cox Huneeus continuerà a far parte dell’Istituto dei Padri di Schoenstatt”, conclude la nota.

I due provvedimenti confermano, dunque, la linea dura di Papa Francesco contro il fenomeno della pedofilia all’interno della Chiesa, diventata una vera e propria piaga soprattutto in America Latina. Questo tema era stato anche al centro dell’incontro tra il Pontefice e il Presidente del Cile Sebastian Pinera, il quale aveva così commentato la difficile situazione nel suo paese: “Condividiamo la speranza che la Chiesa possa vivere una vera rinascita e recuperare l’affetto e la vicinanza del popolo di Dio”. Bergoglio ha anche accettato negli ultimi giorni le dimissioni del cardinale Donald Wuerl dall’arcidiocesi di Washington, che era finito al centro delle critiche dopo la pubblicazione del rapporto del gran giurì della procura della Pennsylvania sugli abusi sessuali compiuti e coperti nelle diocesi dello Stato, tra le quali Pittsburgh, dove Wuerl era stato vescovo prima di Washington.


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