Roma, il day after nero. Monchi e Di Francesco finiscono sulla graticola


Il d.s. giallorosso,Monchi insieme al tecnico Di Franscesco.Lapresse

Il d.s. giallorosso,Monchi insieme al tecnico Di Franscesco.Lapresse

Uno sperava in un compleanno diverso, l’altro di non essere messo sotto accusa dopo appena un mese di stagione. Stamattina Roma – sponda giallorossa – si svegliata mettendo sul banco degli imputati Monchi e Di Francesco, direttore sportivo e allenatore, gli uomini, secondo i tifosi, colpevoli di aver “distrutto una squadra arrivata in semifinale di Champions”.

notte difficile
La Roma rientrata a Fiumicino alle 4 di notte, l’umore dei giocatori e dell’allenatore era quello dei giorni peggiori ma Monchi, nella pancia del Bernabeu, aveva gi fatto scudo: “Abbiamo un grande allenatore, se cercate un responsabile sono io”. Detto, fatto. I tifosi tra ieri sera e stamattina se la sono presa con lui e con il presidente Pallotta: “Faccelo tu il regalo a noi – si legge sui social in riferimento al compleanno del ds – e torna a Siviglia”. Oppure: “Auguri al direttore della Roma Plusvalenza”. Nel calderone romano e romanista non si salva neppure Di Francesco perch “la squadra non ha gioco n anima” e perch non si opposto alle cessioni, soprattutto quella di Strootman: “Dovevi ribaltare la scrivania come fece Spalletti ai tempi di Mancini”, uno dei tanti messaggi rivolti al tecnico.


zaniolo e olsen
I musi lunghi, a Trigoria, sono parecchi: da Kluivert a Luca Pellegrini (assistiti da Mino Raiola), ieri rispettivamente in tribuna e a casa, fino a Coric e Schick, passando per il nervosismo dei leader Dzeko e Kolarov, l’ambiente nello spogliatoio non sereno. Gli unici sorrisi arrivano da Olsen, che ha limitato il passivo a Madrid e ha salvato il pareggio col Chievo, e da Zaniolo: “Questo giorno sar impresso per sempre nella mia testa – ha detto l’ex Inter dopo l’esordio -. un sogno che si realizza, peccato per la partita, ma ci rifaremo. Devo tenere la testa sulle spalle e lavorare giorno per giorno perch il bello deve ancora venire. Adesso pensiamo al Bologna”. La speranza di Di Francesco, e Monchi, che il suo ottimismo sia contagioso. Difficile, ma forse non impossibile.

 Chiara Zucchelli 

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