Roma, l’ora di Conte? Petrachi pu essere la chiave giusta


Antonio Conte, 49 anni. Getty

Antonio Conte, 49 anni. Getty

A pensarci bene, anche Lecce ha tinte giallorosse. Per questo, mai come nell’attualit calcistica che a Roma si sgrana come un rosario, la relazione tra le due citt appare pi forte. La ormai virtuale certezza quella di Gianluca Petrachi, che nella prossima stagione diventer il nuovo direttore sportivo del club presieduto da James Pallotta. Le dichiarazioni rilasciate ieri all’Ansa hanno in pratica certificato l’imminente fine del rapporto col Torino, dove pure ha ancora un anno di contratto, e quindi Trigoria lo accoglie a braccia aperte.

CASO CONTE
Ma il leccese di cui si parla di pi senz’altro Antonio Conte, che la piazza attende come un messia. Diciamolo subito: le difficolt per averlo sono tante. In questo momento Psg, Bayern Monaco e la stessa Inter paiono pi avanti, ma la Roma da tempo ha allacciato i rapporti con l’ex allenatore della Juve e della Nazionale. Il problema non sarebbe il super ingaggio (almeno 9 milioni a stagione), ma le richieste avanzate dal tecnico. Finora la societ ha avuto come idea guida che sia la dirigenza a scegliere i calciatori da mettere a disposizione dell’allenatore, magari concordandoli, ma non dando carta bianca a nessuno. Conte porterebbe inevitabilmente a un rovesciamento di prospettive perch, se vero che accetterebbe di firmare anche senza partecipare alla Champions League, non vorrebbe mai vedere depauperato il patrimonio tecnico nelle espressioni migliori. Anzi, chiederebbe anche un rafforzamento compatibile con i propri progetti, che peraltro sono chiari: scrivere la storia. Ovvero, vincere lo scudetto in una citt che storicamente ha enormi difficolt a farlo. Solo questo potrebbe mitigare la sua nostalgia per le grandi piazze che lo cercano. E a Trigoria perci si chiedono: compatibile il sogno Conte con l’attualit di un club che fa delle plusvalenze il proprio “modus operandi” (peraltro come tutti)? Gli obiettivi di mercato che saranno richiesti sono compatibili col futuro budget, forse privato persino degli introiti della Champions?


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QUESTIONE DI FILOSOFIA
E infine c’ un ultimo aspetto solo apparentemente secondario: la comunicazione. Fin qui la propriet statunitense ha scelto allenatori che hanno sposato la propria filosofia anche dal punto di vista delle dichiarazioni, accettando magari anche qualche “intemperanza” – o stimolo che dir si voglia – che possa arrivare dal presidente Pallotta dagli Usa. La sensazione che c’ a Trigoria, invece, che Conte non sia la persona che possa accettare, ad esempio, un “disgusting” presidenziale a una partita senza replicare o una cessione di un giocatore funzionale al progetto, senza dire la sua (ricordate la cessione di Giaccherini alla Juve?). E questo entra a fra parte delle riflessioni che giustamente la Roma fa, visto che sarebbe pericoloso soffiare sul fuoco di una piazza gi innervosita dalla mancanza di successi con dichiarazioni incendiarie. Detto questo, i “pro” per l’arrivo di un allenatore come Conte sono senz’altro di pi rispetto ai “contro”. Ed per questo che il prossimo arrivo di Petrachi – grande amico dell’allenatore – pu essere la chiave giusta per continuare il corteggiamento nella maniera pi persuasiva. Una cosa certa: i giochi non sono fatti. Restate sintonizzati.

 Massimo Cecchini 

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