“Ronaldo poteva essere rossonero. A Ibra ho detto no”


Massimiliano Mirabelli, 49 anni. LaPresse

Massimiliano Mirabelli, 49 anni. LaPresse

Da qualche mese lui e Fassone sono stati rimpiazzati da due volti ben pi cari ai tifosi rossoneri, eppure Massimiliano Mirabelli ogni tanto torna sotto le luci dei riflettori. Spesso per togliersi qualche sassolino dalle scarpe. Lo ha fatto in una lunga intervista rilasciata a Sportitalia, in cui ha affrontato argomenti vari: dalla trattativa per portare Cristiano Ronaldo al Milan, allo scarso rendimento di alcuni suoi acquisti, dalle rivelazioni su colpi mancati e allenatori avuti al caso Donnarumma.

cr7 rossonero
Argomento caldo toccato da Mirabelli stato il mancato acquisto di un fenomeno poi sbarcato in Italia, ma a Torino: Cristiano Ronaldo. A giudicare dalle parole dell’ex dirigente, il portoghese stato vicino a un accordo col Milan: “Era un’operazione che ci era venuta in mente e sottotraccia ne parlammo con Jorge Mendes. Sapevamo che poteva avere problemi al Real. Parlammo anche di ingaggio e facemmo tutto, ma poi la propriet cinese blocc l’affare perch non era sostenibile. Con la propriet di oggi CR7 sarebbe stato rossonero”.


bonucci e gli altri
Per un colpo mancato, altri andati a segno. Come Bonucci: “Non credo che il suo acquisto possa considerarsi un flop: era convinto di venire al Milan quando lo contattai e non so cosa sia successo dopo che me ne sono andato. La situazione allora era un po’ particolare, lui non si trovava bene alla Juve e noi cogliemmo l’opportunit”. Un altro giocatore preso da Mirabelli ma che non ha reso secondo le aspettative stato Andr Silva: “Porter una plusvalenza importante alle casse del Milan. Il club andava ringiovanito e noi abbiamo lavorato in questo senso, prendendo giocatori di prospettiva a cui serviva tempo per mostrare le loro qualit in un ambiente difficile come quello rossonero. Mi spiace che Silva non sia rimasto perch sono certo che avr un futuro importante”. Mirabelli ha poi speso parole dolci anche per Calhanoglu e Rodriguez: “Il secondo non ti prende l’occhio, ma perfetto per il gioco di Gattuso. Non bello a vedersi, ma essenziale. Il primo finora ha fatto vedere il 40% delle sue qualit, ha grandissimo talento”. La sua speranza riposta anche in un altro acquisto, Andrea Conti: “Ragazzo straordinario e grande calciatore anche se stato sfortunato. In quel ruolo sia Calabria sia Abate stanno facendo bene, ma Conti unico e interpreta il ruolo in un altro modo”.

capitolo allenatori
Mirabelli si poi soffermato sugli allenatori avuti, Montella e Gattuso, e su quello sfuggito, Antonio Conte: “Arrivammo il 16 di aprile e abbiamo finito una stagione complicata, con Montella che aveva fatto un buon lavoro. Secondo me meritava una chance di guidare ancora i rossoneri. Col senno del poi facile dire che abbiamo sbagliato, ma allora meritava di rimanere”. Le cose, per, non sono andate per il verso giusto e il Milan lo ha sostituito con Rino Gattuso: “Sono stato orgoglioso di aver fatto questa scelta per la professionalit, la seriet e l’amore che lui e il suo staff mettono in questo lavoro. La societ cinese non era d’accordo perch pensava che da fuori sarebbe sembrato un ridimensionamento, ma gli spiegai che per me l’allenatore del futuro Rino. Anche lui paga il fatto di aver fatto gavetta in Grecia, in Serie C e B e per me questo positivo” . Antonio Conte, invece, rimasta un’idea ma non troppo fantasiosa: “Abbiamo ascoltato anche lui, abbiamo parlato direttamente. Una chiacchierata che per poi non sfociata in nulla”.

caso gigio
Una delle questioni pi scottanti affrontate al Milan stata di sicuro quella di Donnarumma, anche per i cattivi rapporti col suo procuratore Mino Raiola: “Non c’ un odio o una guerra fra di noi, ognuno cercava di tutelare i propri interessi. Mino probabilmente era abituato in maniera diversa dai miei predecessori. Ricordiamo che Donnarumma non aveva rinnovato col Milan prima del mio arrivo nonostante gli ottimi rapporti coi rossoneri, fu un’estate molto calda e impegnativa che per alla fine ha portato al prolungamento del portiere senza dare a Raiola i 30-40 milioni di euro di commissione. I toni a volte sono stati abbastanza accesi”. Sull’accordo poi raggiunto, che ha suscitato qualche critica, si cos espresso: “Il suo milione? Qualcosa bisogna cedere, andava tutto bene. Reina? Quando l’abbiamo preso eravamo sotto assedio, quasi sotto ricatto per il rinnovo di Gigio e abbiamo voluto tutelare il club con l’acquisto dello spagnolo”.

colpi mancati
Alcuni nomi vociferati durante il calciomercato sono stati davvero vicini al Milan: “Da anni risaputo il rapporto con Aubameyang, ci siamo visti pi volte e lui era il mio unico obiettivo per l’attacco anche se il Dortmund chiedeva tanto. Mentre lavoravo per portarlo a Milano dovevo sentire anche le richieste del tecnico che riteneva Kalinic come prima scelta. Noi trattavamo quattro attaccanti che erano Benzema, Morata, Higuain e Immobile”.

ibra, cesc e paquet
Sempre a proposito di trasferimenti, Mirabelli si detto perplesso dell’ipotesi di un ritorno di Ibra: “Scaldare il cuore dei tifosi con un grande campione che ha vestito la maglia rossonera sbagliato. Lo offrirono anche a noi e dicemmo di no perch il Milan ha la necessit di acquistare giocatori per un nuovo ciclo e Ibrahimovic nonostante sia un campione a livello anagrafico non rientra in quest’ottica”. Diversi i discorsi per Fabregas e Paquet, anche se sul secondo ha una riserva: “Cesc l’avevamo trattato anche noi, non so se lo prenderanno, ma un grande giocatore. Paquet un giocatore di un buon talento, ma non avrei fatto un grande investimento per lui”.

 Gasport 

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