Ronaldo, un tris da leggenda. E la Juve sogna grazie al suo leader


Ci sono momenti di una stagione in cui si entra in un tunnel che sembra potenzialmente senza uscita. Ce ne sono altri dai quali si esce probabilmente più forti di prima. Alla Juventus è successo qualcosa di molto simile in un arco temporale che sembrava infinito ed invece è durato “solo” tre settimane.

La distanza dalla sfida di andata degli ottavi di finale persa e giocata male dai bianconeri contro l’Atletico Madrid in Spagna, ed il ritorno con lieto fine a Torino, nella sfida che ha ingigantito ancora di più la leggenda di Cristiano Ronaldo. Già, Cristiano Ronaldo. CR7. In quelle tre settimane, il fuoriclasse portoghese sembrava aver perso il tocco magico. Al Wanda Metropolitano prima, ma soprattutto nelle successive partite di campionato vinte soffrendo contro il Bologna ed il Napoli poi, ricordava quasi quei giocatori NBA che nel film “Space Jam” erano stati derubati del loro talento da un gruppo di alieni. No, il vero Ronaldo non poteva continuare ad essere la versione involuta di se stesso. Non nella partita più importante (al momento) della stagione juventina. Servivano risposte che sono arrivate sul terreno di gioco e non solo.

Dopo aver realizzato la rete dell’1-0 con un colpo di testa degno del miglior Mandzukic, durante l’intervallo Cristiano ha definitivamente preso in mano la Juventus. Come? Abbracciando e caricando nel tunnel che dagli spogliatoi portava al campo tutti i suoi compagni. Uno per uno. Dal navigato Chiellini al debuttante Spinazzola. Negli occhi, CR7 sembrava avesse quella bramosia e quella fame di successo tipiche di chi è progettato per vincere. Non è un caso, dunque, che nei secondi 45 minuti sia stato ancora lui con una doppietta a rovesciare con prepotenza, classe ed ostinazione l’ordine apparentemente costituito in una infausta (sponda bianconera) notte di Madrid.

E così, la domanda sorge spontanea. Con un fuoriclasse del genere, con un giocatore che nelle partite senza domani tende a fare costantemente la differenza, la Juventus può davvero ambire a vincere la Champions League? La risposta è certamente sì. Un po’ perché nelle ultime 4 edizioni e senza il plurivincitore del pallone d’oro è andata ad una sola partita di distanza dal sollevare il trofeo dopo più di un ventennio di astinenza. Un po’ perché – avere da questa stagione in rosa un attaccante che in 160 presenze nella coppa dalle grandi orecchie che ha vinto 5 volte  ha segnato 124 gol con otto triplette, aiuta. Eccome se aiuta. Basterà? Difficile da dire anche perché la concorrenza resta di livello assoluto. Su tutti, l’ostacolo principale sembra essere il Barcellona di Messi che a 24 ore di distanza dall’assolo da standing ovation di Ronaldo, ha risposto con due gol e due assist utili, eufemismo, per passare il turno a discapito del Lione. Proprio l’argentino contende da anni al portoghese lo scettro di miglior giocatore del mondo, se non della storia.

Di certo, se fino al 2015 Messi aveva qualcosa in più del rivale dato che vinceva con maggiore frequenza, dal 2016 Cristiano Ronaldo ha tirato fuori il meglio di se stesso tanto da vincere tre Champions League di fila ed un semi miracoloso Europeo con il Portogallo grazie ad una serie di prestazioni da leader tecnico ed emotivo sublimate da reti a raffica, fondamentali per arricchire il proprio palmares. L’ultimo capitolo di una storia ancora tutta da raccontare, si è vissuto martedì sera all’Allianz Stadium di Torino quando con una tripletta da sogno ed un atteggiamento da papà, amico e fratello all’intervallo, ha preso per mano la Juve che dopo tre settimane è uscita da un tunnel potenzialmente senza uscita. Il sospetto è che ora i bianconeri siano più forti di prima, più sicuri dei propri mezzi. Basterà per vincere la Champions? Si vedrà. Ronaldo, però, è a Torino per questo.


Link ufficiale: gazzetta.it