Salviamo il Crodino. Petizione per salvare lo stabilimento italiano dell’analcolico biondo


“L’analcolico biondo fa impazzire il mondo”. Quante volte abbiamo ascoltato e letto questo slogan, nell’ormai celebre spot televisivo dedicato al Crodino, il celeberrimo aperitivo analcolico in produzione dal 1964 e nato a Crodo, in Piemonte? Ebbene, il rischio che il lo stabilimento produttivo di Crodo chiuda i battenti nel 2021 è più concreto che mai, e per questo Giorgia Riganti, una ragazza di 21 anni di Villadossola, ha deciso di lanciare una petizione su Change.org. “A fronte della cessata produzione del Crodino che avverrà nel 2021 si richiede intervento alla comunità per impedire che avvenga e per portare avanti una tradizione Ossolana! Firmiamo tutti per salvare il crodino!!!”, è il testo della petizione, che è indirizzata niente meno che a Luigi Di Maio, ministro dello sviluppo economico.

Recentemente Ermanno Savoia, sindaco di Crodo, ha lanciato il sospetto che tra tre anni la produzione di Crodino nel comune piemontese possa cessare: “E’ stato confermato che verrà prodotto in Ossola fino agli inizi del 2021 – ha spiegato il primo cittadino -, poi non si esclude un possibile accordo tra le due società perché una parte di produzione continui a Crodo. Ma questa è ancora un’ipotesi remota. I nuovi proprietari hanno già messo in commercio nuovi prodotti come il chinotto e l’acqua tonica. Per ora a trainare sono le esportazioni”.  I soggetti di cui si parla sono la Davide Campari Spa, produttrice anche dell’altrettanto celebre Campari, e la danese Royal Unibrew, produttrice tra le altre della birra Ceres.

Gli ingredienti del crodino

Nato nel 1964, il Crodino è composto da una miscela d’ingredienti per lo più segreta: è certo che tra di essi vi sono chiodi di garofano, cardamomo, coriandolo e noce moscata, lasciati riposare in botti di rovere per sei mesi, al fine di conferirgli il sapore amarognolo di amaro. Dal 1995 il marchio Crodino è di proprietà di Campari Group, dopo l’acquisizione di quest’ultima della sezione italiana della multinazionale olandese Bols Wessanen.


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