Sampdoria, Vialli e gli altri, che cena i ragazzi di Boskov!


Roberto Mancini e Gianluca Vialli. LaPresse

Roberto Mancini e Gianluca Vialli. LaPresse

La celebrazione blucerchiata della Sampd’oro di Vujadin Boskov, molto pi di una semplice rimpatriata fra amici, ieri sera in ristorante milanese, a poche ore dalla consegna del premio “Il bello del calcio” a Gianluca Vialli, che di quel gruppo fu uno dei simboli, racconta a quasi trent’anni di distanza l’alchimia che si era creata in una squadra molto pi simile a una famiglia allargata che a un semplice team di calciatori professionisti.

Il fatto stesso che in completa antitesi con le regole del calcio moderno quella Samp sia poi arrivata allo scudetto spiega il carisma di Vujadin Boskov e la forza del presidente Paolo Mantovani per arrivare a traguardi impensabili lontano dalle piazze-simbolo del calcio italiano. Invece Vialli e il Mancio, Vierchowod e Lombardo, Salsano e Pari, Mannini, Pagliuca e Cerezo incarnano alla perfezione ancora oggi il segreto di una Sampdoria capace, all’epoca, di vincere divertendo e divertendosi. Qualcosa di irripetibile, a meno che in un futuro pi o meno prossimo Vialli possa davvero tornare a Genova da dirigente, se mai dovesse andare in porto una trattativa per la cessione del club che presenta per ancora molti nodi da sciogliere.


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 Filippo Grimaldi 

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