“Sar battaglia contro Icardi e questa Inter”


Ivan Rakitic, 30 anni. Afp

Ivan Rakitic, 30 anni. Afp

Ivan molto amico di Ivan. “Da anni, da sempre”, dice Rakitic riferendosi a Perisic. E allora partiamo da li.

“Ci ho parlato prima e dopo il derby e se lo conosco ci sar. Mi ha detto che un problema ma secondo me stringer i denti: giocare gli piace troppo e ancor di pi una partita come questa, in questa stadio”.


Il derby l’ha visto.

“Poco perch mia figlia stava male e sono stato con lei. Per Ivan mi ha detto che stata una partita travagliato, dura, non facile. Era contentissimo per i 3 punti, una vittoria cos da una forza speciale alle squadre, e se si tratta di un derby ancor di pi”.

Per l’Inter la settima vittorie di fila.

“Si vede anche da fuori che la squadra sta bene, unita, felice, l’ambiente positivo. Quando una squadra prende certi ritmi acquisisce forza ed difficile da battere. Ci aspettiamo una gara molto complicata, anche se l’assenza di Nainggolan importante. L’Inter pronta e ha fame di Champions, ne ho parlato anche con Rafinha che la conosce molto bene”.

E voi iniziate il mese senza Messi.

“ la realt: siamo senza Leo. Stiamo parlando del miglior giocatore del mondo e forse della storia, quindi complicato giocare senza di lui. Bisogna guardare avanti e prepararsi bene: la sua assenza un’opportunit per gli altri e per dimostrare a lui che anche quando non c’ la squadra in grado di lavorare bene. Io sono molto fiducioso”.

Dembl il sostituto naturale, per va ad alti e bassi.

“Ousmane un talento unico, speciale, ha tutto per trionfare e arrivare ad essere uno dei migliori del mondo. Non facile giocare in attacco nel Bara, lottare contro Leo, Luis e Filipe, difficile ma ci aspettiamo tantissimo da lui e speriamo possa approfittare di questo momento per fare un passo in avanti. Deve approfittare di questa opportunit”.

In Europa vi mancano anche i gol di Suarez, appena 4 nelle ultime 3 Champions.

“Si, per Luis fa un gran lavoro. E ora senza Messi sa che avr pi protagonismo e avremo ancor pi bisogno di lui. E anche se non segna lotta e si sbatte sempre tantissimo. A Wembley stato importante con due finte… Se c’ Leo cerchiamo sempre lui in ogni situazione, ora che non c’ ognuno di noi dovr fare un passo avanti per farsi vedere dai compagni, e Luis lo sa. Il peso dell’assenza di Leo si pu ridurre solo con uno sforzo collettivo”.

Icardi alla prima stagione in Champions.

“Sembra una bugia. uno dei migliori attaccanti del mondo. Ivan mi dice che cresciuto tanto, che sa bene l’importanza che ha per la squadra e la fiducia che i compagni hanno in lui, che molto partecipe. A me sembra un vero capitano, quello che guida dalla prima linea”.

Col Milan ha toccato 15 palloni. un altro gioco rispetto al vostro.

“ tornato Pippo Inzaghi! Mauro uno di quegli attaccanti che hanno un’occasione e segnano, non hanno bisogno di molto per far danno, e per questo va controllato sempre. Guarda cos’ successo al Milan. Se guardi il movimento che fa nel gol, non c’ nulla di casuale: ci ha pensato, ci ha lavorato, e bum, uno a zero e tutti a casa. Qui diverso si, ma ognuno gioca col suo stile e io quest’anno vedo l’Inter molto sicura, convinta di ci che fa e di come lo fa. Brozovic uno che ama il pallone e che non si nasconde: in mezzo hanno un’idea e la sviluppano al meglio. Ci daranno battaglia”.

E domenica c’ il Clasico. Luka Modric cosa dice?

“Che super settimana! Non vediamo l’ora, e in casa poi. Se battiamo l’Inter il cammino europeo prende un gran bella piega, poi il Madrid. Con Luka ultimamente non ho parlato, per loro non il momento migliore. A Luka auguro sempre il meglio, al Madrid ovviamente no. Che continuino cos il pi a lungo possibile ma sappiamo tutti che un momento”.

Ovviamente lei il Pallone d’Oro lo darebbe a lui.

“Prima di tutti per me c’ Leo Messi. Se parliamo del migliore, lui. Per se non pu essere Leo, dev’essere Luka. Con tutto il rispetto per i francesi: capisco che organizzano il premio e che hanno vinto il Mondiale e che hanno tanta voglia di darlo a uno di loro per bisogna essere realisti: il numero uno Leo, e se no bisogna seguire la linea: Luka ha vinto tutto fin qui, deve vincere anche il Pallone d’Oro”.

Torniamo al Mondiale. Guardia indietro e cosa sente?

“Prima di tutto orgoglio e felicit. Per mi porto dentro anche un senso di tristezza, di amarezza: essere stati cos vicini al trionfo… Bisogna essere sinceri, non so quando un Paese piccolo come la Croazia avr di nuovo un’altra opportunit simile. Magari ci ricapiti tra 4 anni, e magari ci sia un’altra generazione come la nostra, per sar difficile”.

Siete poco pi di 4 milioni, fate solo sport?

Ivan ride. “Esatto, non andiamo a scuola, non facciamo altro, pensiamo solo a quello. Scherzi a parte che abbiamo una voglia e uno spirito competitivo enormi, l’orgoglio che sentiamo nel poter difendere il nostro Paese enorme. Con tutto il rispetto per i club quando giochiamo con la Croazia dentro sentiamo un fuoco diverso. Penso che si debba anche a tutto quanto hanno sofferto le generazioni precedenti alla nostra, abbiamo una gran voglia mostrare al mondo che la Croazia esiste e che ci che facciamo lo facciamo molto bene. Siamo l’unico Paese al mondo con due giocatori nel top 15 del tennis, nella pallamano abbiamo vinto tutto per anni, facciamo bene in pallanuoto, pallacanestro, sci. una cosa allucinante”.

Ha citato il tennis, Piqu le ha chiesto una mano per convincere Nole Djokovic a sposare la sua nuova Coppa Davis?

Altra risata. “Non sono amico intimo di Nole, per si che ho parlato con Cilic e con Mate Pavic, il numero 1 del doppio. L’idea di Gerard brillante e mi dispiace solo che non sia venuta a me. Sono sicuro che piacer alla gente e ai giocatori, Djokovic compreso: il tennis deve progredire come il calcio”.

Ha mai avuto un compagno impegnato tanto come Piqu?

“Sono orgoglioso di condividere lo spogliatoio con una persona come Gerard, uno che ha interessi diversi e che prova a migliorare le cose. E che riesce a farlo nonostante la grande pressione che ha come calciatore, chapeau, non facile per niente”.

Con Monchi in contatto?

“Sempre”

E cosa gli ha detto dopo l’eliminazione di Roma?

“Lo volevo uccidere. Prendergli la testa e staccargliela. Ci che ha fatto con la Roma straordinario. Il miglior acquisto della Roma in non so quanti anni, con tutto il rispetto per i giocatori. Se la Roma tornata ad essere forte e competitiva gran parte del merito va a Lui”
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Dal nostro inviato Filippo Maria Ricci 

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