Scuola, abolito l’obbligo del certificato medico per giustificare le assenze


Era stato il Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, nel 1967, a imporre l’ obbligo di presentare il certificato medico a scuola in caso di assenza prolungata per più di cinque giorni. Negli anni però cambiano le necessità, c’è la volontà di modernizzare e di alleggerire il sistema e quindi è stata data una svolta alla prassi. Quel documento, che serviva sia come giustificazione che per permettere il rientro alle lezioni degli studenti, non sarà più necessario. E alcune regioni italiane non hanno temporeggiato nell’adeguarsi alla nuova norma.

La prima in assoluto è stata la Liguria, poi l’hanno seguita il Piemonte, la Lombardia, l’Emilia Romagna, il Friuli Venezia Giulia e il Trentino-Alto Adige al Nord, al Centro l’Umbria e da poco anche il Lazio. Queste sono le otto regioni in cui non sarà più obbligatorio presentare il certificato scolastico ai professori. In realtà, il ministero della Salute ha previsto una clausola, una situazione in cui sarà comunque necessario per i ragazzi portare il documento che permette il ritorno dello studente in mezzo ai compagni: si considerano eccezione tutti quei casi in cui sia richiesto per misure di profilassi previste a livello nazionale e internazionale per esigenze di sanità pubblica, quindi epidemie e le malattie infettive.

Questa scelta riduce la burocrazia senza abbassare i livelli della prevenzione“, ha commentato Alessio D’Amato, assessore alla Sanità della Regione Lazio. L’idea di base del ministero della Salute infatti, in accordo con il ministero dell’Istruzione, è che la presentazione del certificato medico non sia più strettamente necessaria e quindi possa essere abolita in tutte le regione. Di fatto, dopo la nota del ministero dell’Istruzione firmata il 7 novembre, è stato segnalato a tutte le segreterie dei singoli istituti la possibilità di aderire alla nuova norma.

Questa nuova regola però non trova completamente l’approvazione dei pediatri, che infatti tramite la Federazione italiana dei medici pediatri che già aveva sottolineato alcuni dubbi a riguardo, soprattutto per la paura di una maggiore diffusione del contagio tra gli studenti. Secondo i dottori infatti, l’obbligo di presentazione del certificato medico può favorire la vigilanza sanitaria interna, in particolare modo in quelle scuole in cui ci sono stati “ritardi e omissioni“, che hanno portato anche a casi gravi di propagazione delle malattie.


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