Se i genitori parlano tanto con il bebè i risultati a scuola saranno migliori


Mamma e papà non sono soltanto coloro che coccolano, nutrono, organizzano e risolvono problemi. Hanno anche un altro compito, fondamentale: parlare – tanto e bene – con i proprio figli, fin da quando sono piccoli, per stimolare la loro intelligenza e curiosità.

Buon dialogo a casa

A dirlo è uno studio statunitense pubblicato sulla rivista Pediatrics, che ha coinvolto 146 neonati seguiti dai 2 mesi fino ai 14 anni. Secondo gli autori – del Women and Infants Hospital of Rhode Island e della LENA Research Foundation a Boulder, in Colorado – gli effetti del dialogo di buona qualità tra genitori e figli si vede chiaramente nei risultati scolastici: a parità di condizioni socioeconomiche, i bambini che interagivano verbalmente di più con i propri genitori, soprattutto tra i 18 e i 24 mesi di vita, presentano performance migliori (dal 14 al 27%) nei test su quoziente intellettivo, comprensione verbale e vocabolario (sia espressivo, cioè la quantità e diversità di parole usate, sia ricettivo, ovvero la quantità di parole ascoltate e comprese).

Rendimento scolastico

I bambini sono stati seguiti inizialmente fino ai 3 anni: i ricercatori hanno monitorato il loro primo linguaggio e gli scambi verbali con i genitori, quindi le prime conversazioni tra piccolo e mamma/papà, tramite registrazioni audio nelle singole case gestite da un sistema computerizzato. Poi, dai 9 ai 14 anni, i partecipanti sono stati esaminati in test relativi a quoziente intellettivo, abilità linguistiche e rendimento scolastico in generale. In conclusione, lo studio mostra l’importanza di instaurare precocemente un vivace e ricco ambiente linguistico per i propri figli, per stimolare la loro comunicazione verbale: un “investimento” che darà molti frutti negli anni a venire.

10 settembre 2018 (modifica il 10 settembre 2018 | 19:47)

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