Senza riferimenti maschili i ragazzi non superano gli stereotipi


L’eccessiva femminilizzazione del ruolo dell’insegnante, con una predominanza della percentuale di donne in cattedra, comporta dei rischi significativi. Per tutti e non solo per gli allievi maschi. Peter Birch e David Crosier, sul sito specializzato in questioni educative della Commissione europea, hanno scritto un articolo dal titolo: “Importa se gli uomini non insegnano?” dove sostengono che la mancanza di docenti di sesso maschile nelle nostre scuole non è un nuovo problema. Nelle scuole dell’infanzia la presenza femminile è difatti un monopolio, secondo gli ultimi dati Ocse, il 97% in Europa e il 99% in Italia. In seguito la percentuale di docenti donne decresce fino alle scuole medie superiori, dove si raggiunge una quota del 67% nell’Ue e del 69% nel Belpaese.

Naturalmente l’Italia è uno dei Paesi europei con la maggiore presenza femminile tra i docenti e, a quanto pare, non si tratta semplicemente di una curiosità statistica. Questo squilibrio di genere, infatti, ha le sue controindicazioni. Quali? Ecco come si esprimono i due ricercatori: “Alcuni commentatori hanno collegato la mancanza di insegnanti di sesso maschile a un più alto tasso di abbandono precoce da parte dei maschi o all’aumento dei tassi di iscrizione delle ragazze nell’istruzione superiore. Molti affermano che la mancanza di modelli di ruolo maschili nelle scuole influisce sulle peggiori performance dei ragazzi.” Ma, continuano gli esperti, rispetto a questo tema, non sembrano esserci ancora evidenze scientifiche. Piuttosto, a preoccupare i due autori è il messaggio che ricevono gli alunni da una presenza di genere così marcata in tutti i livelli scolastici:

L’assenza di insegnanti maschi a scuola rafforza e perpetua gli stereotipi problematici su donne e uomini. Così gli studenti apprendono attraverso l’esperienza diretta che il mercato del lavoro segrega gli esseri umani per genere, considera le donne come “assistenti” più idonee rispetto agli uomini e finiscono per non considerare la professione dell’insegnante. Come trasmettiamo il messaggio che anche gli studenti maschi possono sviluppare le abilità e le conoscenze per riformare e superare questa disuguaglianza, mentre imparano in un ambiente che è l’incarnazione di tale iniquità?


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