Serie A, Torino-Genoa 2-1: Belotti ribalta i rossoblù


Andrea Belotti sulta dopo il gol. LaPresse

Andrea Belotti sulta dopo il gol. LaPresse

È un bel balzo in avanti quello che compie il Toro, che – ora sì – comincia a dare un respiro europeo alla propria classifica. I granata spezzano il digiuno casalingo degli ultimi due mesi e regalano a Walter Mazzarri, rientrato dopo il malore della scorsa settimana, il temporaneo sesto posto in classifica. Vittoria chiave e preziosa che permette al Toro di incamminarsi con il passo giusto nell’impegnativo mese di dicembre (7 partite, coppa Italia compresa, fino al 29 con dentro anche il derby del 15). Il Genoa gioca un’ora in dieci, spreca il vantaggio di Kouamé, si lascia andare nel finale di primo tempo e poi scompare.

la sorpresa
Un’espulsione, un rigore, tre gol, i due del Toro nel recupero: succede di tutto, ma proprio tutto, in un primo tempo divertente, che non annoia affatto, e che si vive fino all’ultimo secondo sul filo dell’adrenalina. Il primo sussulto lo si vive un’oretta prima del fischio d’inizio quando dagli spogliatoio sbucano le formazioni ufficiali: Mazzarri cambia pelle al suo Toro e rilancia, per la prima volta dopo Torino-Napoli del 23 settembre il tridente granata: Iago largo sulla sinistra, Zaza (l’ultima volta da titolare il 5 ottobre contro il Frosinone) a fare spallate sulla destra, Belotti centroboa. Nel Genoa poche novità: Juric (in tribuna perché squalificato) disegna un centrocampo a cinque, Piotek a sgomitare davanti per aprire il campo alle incursioni di Kouamé. Primo quarto d’ora di studio: Mazzarri lo aveva chiesto alla vigilia, il Toro almeno ci prova a metterci subito intensità: la buona volontà c’è, ma si può fare meglio. Un Genoa bello compatto impedisce ai granata di sfondare; anzi, un po’ alla volta, nel mezzo i tre centrocampisti rossoblù si prendono la superiorità mettendo nel mezzo Meité e Rincon. Il primo allarme cade sessanta secondi prima del quarto d’ora: tutto nasce da un pallone velenoso perso da Belotti, sul contropiede Piatek si ferma sulla traversa (assist di Bessa), Kouamé spreca in curva il più comodo dei tapin.


l’infallibile gallo
Quando si arriva alla mezzore, la gara sale d’intensità: Romulo in una manciata di minuti si becca due cartellini gialli, prima per un’entrata su Ansaldi poi per un’entrataccia in gioco pericoloso su Meité: dal 28’ lascia il Genoa in dieci uomini. Il Toro non ne approfitta, anzi sono gli ospiti a passare con Kouamé (al 36’) bravo a capitalizzare un calcio d’angolo beffando tutto il Toro schierato con dieci uomini nella propria aria di rigore. L’inerzia di questa domenica pomeriggio cambia radicalmente nei minuti di recupero, quando al Toro vengono i cinque minuti: al 47’ Ansaldi indovina prima il tiro della domenica, un bel sinistro, dal limite dell’area per l’1-1; poi, un minuto dopo, Sandro atterra Iago in area e Belotti trasforma dal dischetto (è il suo quinto gol stagionale, il terzo sui tre rigori calciati). Accade tutto all’improvviso: all’intervallo Torino-Genoa è 2-1.

genoa sfinito
L’uno-due piazzato dal Toro mette il Genoa alle corde, che nella ripresa perde entusiasmo e buona volontà. Un po’ alla volta si ritrae fino ad uscire dalla partita: i rossoblù accusano l’ora di gioco con l’uomo in meno, e la difesa del Toro diventa una montagna troppo ripida da scalare. I granata portano dalla loro le percentuali di predominio territoriale e di possesso, e sfiorano più volte il colpo del definitivo k.o. con Belotti (al 56’), Iago (59’) e Zaza (dopo l’ora di gioco). E’ questa l’unica macchia del secondo tempo del Toro, quella di non aver chiuso i conti lasciando – almeno in teoria perché il Gena non tira mai in porta – il risultato aperto. Negli ultimi dieci uomini ci vanno vicinissimi anche Belotti (Radu super su un’incornata ravvicinata) e Baselli (conclusione dal limite di poco a lato). Finisce 2-1: il Genoa si lecca le ferite, il Toro festeggia e questo pomeriggio si prende il sesto posto in classifica.

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Dal nostro inviato Mario Pagliara 

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