Serie B, Palermo e Pescara super Verona, avvio in salita


Memushaj contro Haas nella sfida di domenica scorsa tra Palermo e Pescara. LaPresse

Memushaj contro Haas nella sfida di domenica scorsa tra Palermo e Pescara. LaPresse

Un terzo di campionato, si pu azzardare un primo bilancio dopo tre mesi faticosi tra polemiche, corsi e contro ricorsi in Tribunale. La Serie B per definizione equilibrata e difficile, con tre squadre in meno rischia di diventare ancora pi indecifrabile. La promozione con 19 squadre pi semplice o al contrario chiede tempi pi stretti quindi meno possibilit di sbagliare? In attesa di avere risposte certe, cominciano a delinearsi le gerarchie, le sorprese, le delusioni.

EFFETTO STELLONE
Comanda il Palermo, come giusto. Al netto delle solite turbolenze presidenziali (ennesimo esonero di Zamparini dopo la quinta giornata, Stellone richiamato al posto di Tedino), la squadra ha dimostrato di avere un organico competitivo, soprattutto in avanti. Il bilancio del nuovo allenatore (nuovo si fa per dire…) parla di zero sconfitte, un pareggio e 5 vittorie. Il suo unico k.o., pesantissimo, risale al 16 giugno, finale playoff col Frosinone. Stellone ha rivitalizzato un gruppo che a inizio campionato sembrava smarrito, ottenendo tra la scorsa stagione e l’attuale, un totale di 31 punti, una media di 2,2 a partita che garanzia di promozione. La netta vittoria sul Pescara ha confermato che, oggi, il Palermo non sembra avere punti deboli e che il continuo turnover, tattico e di uomini, non stato penalizzante, anzi: Stellone ha cambiato formazione sei volte su sei, provando diversi sistemi di gioco dal 3-4-1-2 al 3-4-2-1 per arrivare al 4-4-2 col Pescara. Domenica si sono visti anche i gol arrivati dalla panchina (Murawski e Moreo): non un caso, dunque, se il Palermo con il Benevento andato a segno con pi giocatori. C’ poi Nestorovski, tornato protagonista: era uno degli scontenti, si confermato l’uomo chiave.


L'allenatore del Pescara Pillon. LaPresse

L’allenatore del Pescara Pillon. LaPresse

SORPRESA PESCARA
Insegue il Pescara, la vera sorpresa di questa prima parte di campionato. “Non sono vecchio, voglio tornare in A, magari con il Pescara”, cos parlava Bepi Pillon il 16 luglio, all’inizio del ritiro. Allenatore bravo e sottostimato, Pillon ha preso il posto di Epifani lo scorso aprile, in un campionato complicato e chiuso con una sofferta salvezza mentre la stagione era partita con ambizioni di alta classifica. Il Pescara ripartito alla grande, puntando sul felice momento di Mancuso, vero valore aggiunto perch in grado di coprire un po’ tutti i ruoli dell’attacco. Modulo di riferimento il 4-3-3, che si adatta perfettamente alla squadra. La sconfitta di Palermo, vistosa ma non dolorosa, non sminuisce l’obiettivo di fondo che resta un campionato tranquillo. Ma, come si diceva, la B deve ancora consolidare le gerarchie.

le inseguitrici
La Salernitana di Colantuono terza e anche questa , se vogliamo, una mezza sorpresa. La sconfitta di Venezia ha soltanto interrotto una serie positiva cominciata a fine settembre. E a proposito di Venezia: l’arrivo di Walter Zenga ha scosso non poco le acque della Laguna, la squadra vivacchiava in una zona pericolosa, l’Uomo Ragno ha saputo raddrizzarla, cambiando modulo (dal 3-5-2 che tanto piaceva a Pippo Inzaghi al 4-3-3 di base) e soprattutto riaccendendo l’autostima e la grinta di un gruppo depresso. E’ arrivato lo stop in casa del Cittadella, una delle squadre che pi volte, in tempi recenti, ha sfiorato il grande salto e dopo la sosta, al Penzo sbarcher il Brescia, protagonista per definizione in Serie B. Anche in questo caso, il cambio di allenatore stato decisivo (dal debuttante Suazo a Corini, icona del calcio bresciano): la serie positiva salita al nono risultato di fila grazie alla vittoria nel derby col Verona. E non c’ solo Tonali, giovane talento giustamente celebrato dopo la prima convocazione in Nazionale. Il Brescia vive dei gol del capocannoniere Alfredo Donnarumma, delle invenzioni di Tremolada, Morosini o Spalek che si alternano nel ruolo di trequartista, della solida tranquillit di Cistana, giovane difensore centrale di grande prospettiva.

flop giallobl
L’Hellas guida il gruppo delle delusioni. La brutta scivolata di Brescia ha messo in evidenza tutti i limiti di una squadra chiamata a conquistare la promozione diretta e invece da molte settimane molle e senza idee. La panchina di Grosso sempre a rischio, ma il tecnico rester fino a dopo la sosta quando nell’anticipo di venerd 23 incontrer l’avversario peggiore in questo momento, il Palermo capolista. Grosso spera in una scossa d’orgoglio dei suoi, ma i problemi da risolvere in tempi brevi sono molti, e gravi: dall’instabilit della difesa al malumore di Pazzini, lasciato in panchina per 4 gare di fila e scongelato col Brescia; da Di Carmine, costoso rinforzo estivo, che sembra la brutta copia dell’uomo gol di Perugia a un centrocampo senza grinta e senza idee. Il presidente Setti, poco amato dalla piazza, ha dato all’ex campione del mondo Grosso un supplemento di fiducia. Anche il Chievo in Serie A non se la passa molto bene. Come si dice in questi casi: se Atene piange, Sparta non ride…

 Guglielmo Longhi 

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