Si indaga per droga e si scoprono combattimenti di cani: 7 arresti. Salvini: Le bestie siete voi


Sette arresti sono stati messi a segno questa mattina, 6 novembre, dalla polizia nella Piana di Gioia Tauro con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti. L’indagine, condotta dalla Squadra mobile di Reggio Calabria e dal Commissariato di Taurianova con il coordinamento della Procura della Repubblica di Palmi, ha portato alla luce anche un’attività di addestramento di cani che venivano utilizzati per la partecipazione a combattimenti. Gli inquirenti hanno sequestrato un notevole quantitativo di anabolizzanti che servivano a rafforzare la massa muscolare degli animali proprio in ottica dei combattimenti, oltre a sostanze che venivano somministrate alle bestie per aumentarne l’aggressività. I cani utilizzati per i combattimenti venivano ospitati in locali che sono stati posti sotto sequestro.

La notizia è stata commentata con un tweet dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini: “Nelle prime ore del mattino – scrive – la polizia di stato in provincia di Reggio Calabria ha eseguito 7 arresti per associazione a delinquere, spaccio di sostanze stupefacenti e organizzazione di combattimenti clandestini tra cani. Che vigliacchi, le bestie siete voi!”.

“I sette cani di razza Terrier sequestrati ai delinquenti che li facevano combattere nella Piana di Gioia Tauro non devono in alcun modo essere soppressi”, sottolinea l’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente – AIDAA. “Trattandosi di cani aggressivi ed educati al combattimento il rischio che dopo i giorni di osservazione si possa procedere al loro abbattimento è dietro l’angolo – ribadisce l’associazione – o che in via alternativa siano costretti ad una vita in canile mentre” denunciando questo rischio “chiediamo da subito che per i cani sequestrati ai sette delinquenti finiti in carcere dopo il periodo di osservazione e cura sia avviato per loro un percorso di riabilitazione, per questo motivo nei giorni prossimi l’associazione raccoglierà la disponibilità di veterinari-comportamentisti, educatori e responsabili di centri di recupero che vorranno dare la loro disponibilità al recupero di questi cani e li metterà a disposizione della procura di Locri in modo che possano essere verificate compatibilità e percorsi di recupero al fine di permettere un reinserimento sociale di cani che fino ad oggi hanno vissuto una vita di dolore e violenza”.


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