Solo promesse, non c’è un euro


Giornata di mobilitazione generale in tutta Italia da parte degli studenti che oggi scendono in piazza contro le misure varate dal governo in manovra e per chiedere maggiori finanziamenti alla scuola e sull’istruzione.  I giovani sfileranno per le strade di oltre settanta città al grido di “Giù la maschera!” in cortei e manifestazioni indette dalle organizzazioni studentesche Udu, Rete degli studenti medi e Link. “Dal Governo solo promesse e tagli ai finanziamenti, vogliamo l’approvazione dei nostri emendamenti alla manovra”, dice Giacomo Cossu, Coordinatore nazionale di Rete della Conoscenza. “Dal Ministero dell’Istruzione in questi mesi abbiamo ricevuto solo tagli e orecchie da mercante: il massimo esempio è il falso superamento dell’alternanza, che significa solo risparmi per il Miur e orientamento al lavoro per gli studenti”, ha dichiarato invece Giulia Biazzo, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Studenti.

“Dopo il nostro incontro con Di Maio del 26 ottobre, abbiamo visto una manovra di bilancio che prevede tagli ai finanziamenti per l’Istruzione e per la Cultura. Scendiamo in piazza perché devono essere ripristinati i finanziamenti alla scuola e all’università sottratti negli ultimi 10 anni” ha aggiunto Cossu, rilanciando: “Siamo stanchi delle promesse, con la retorica non ci paghiamo l’affitto da fuori sede, il costo dei materiali didattici e le ristrutturazioni degli edifici scolastici e universitari che cadono a pezzi”. “Dal Ministro Di Maio abbiamo ricevuto solo promesse: sull’Università e sul diritto allo studio nella legge di stabilità non c’è un euro in più. Lo ripetiamo ormai da mesi, senza investimenti, anche quest’anno l’emergenza degli idonei non beneficiari è dietro l’angolo” ha ribadito anche  il coordinatore nazionale di Link Alessio Bottalico, aggiungendo: “La situazione dei servizi di diritto allo studio e delle residenze universitarie non è differente: tantissimi sono gli studenti esclusi dagli alloggi e il bando nazionale delle residenze non è ancora sbloccato, né sono stati aumentati i fondi”. “Il maltempo ha messo in evidenza più che mai la fragilità delle strutture universitarie con tetti che cadono a pezzi, eppure sui finanziamenti agli Atenei neanche l’ombra”

“Il ministro Bussetti sostiene fermamente che gli investimenti non siano necessari per il miglioramento delle scuole di fronte ad edifici fatiscenti e soffitti crollati, diritto allo studio, welfare studentesco inesistenti, offerta formativa non di qualità” ha sottolineato invece Biazzo, aggiungendo: “Alle esigenze degli studenti questo nuovo ministro risponde tagliando 60 milioni di euro alla didattica, trasformando l’alternanza in orientamento al lavoro, lasciando che si sprechino 2,5 milioni di euro su polizia cinofila e telecamere nelle scuole! Basta scuse, inonderemo le piazze per costruire la scuola controcorrente, che sia libera gratuita democratica e ribelle!”


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