Sono diventato premier per caso. Prima insegnavo, mi hanno detto che non posso più farlo


Incontrando alcuni bambini della scuola “Tacchi Venturi” di San Severino, nelle Marche, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha raccontato di essere diventato premier per caso: “Sapete anche io ero insegnante, ora mi hanno detto che non lo posso fare più, ma io avevo già smesso. Da quando sono diventato premier, premier per caso, sono venuto qui già tre volte, vuol dire che sono molto attento al vostro territorio. Vorrei dirti che ci si diverte… ma si prova una forte responsabilità e anche tanto orgoglio nell’essere premier”, ha spiegato Conte risponendo alla domanda di un allievo. “Pensa, prima io ero avvocato di un singolo cliente, non sai quante notti ho fatto per scrivere atti difensivi, oggi difendo il popolo italiano, è il mio cliente. Se prima facevo notte e giorno, ora cerco qualche ora in più oltre le 24 ore. Sono molto motivato, è un grande orgoglio”.

Il presidente del Consiglio ha inoltre raccontato ai bambini del figlio Niccolòche al secondo giorno di scuola già non voleva più andarci”. “Rispettate gli insegnanti, è fondamentale. Certe volte possono sbagliare, ma bisogna sempre rispettarli perché avranno la responsabilità di sollecitarvi in questo percorso, di confrontarsi con voi, di dialogare. Se penserete di avere subito un torto state tranquilli, perché la vita tutto restituisce. E’ importante fare bene il proprio compito. Userete le parole per conoscere, amare, chissà magari anche insegnare. Questo è il traguardo più grande della vostra vita: formerete voi stessi”.

Poi, rispondendo a un bambino che gli chiedeva se tutte le case distrutte dal terremoto verranno ricostruite, Conte ha sottolineato: “Lavorerò per questo, te lo prometto. Tu pensa che sono stato a Ischia, un’isola bellissima, lì c’è un problema perché molte case distrutte erano abusive. Pensa che stiamo cercando di creare un percorso anche per la ricostruzione di case che magari non erano perfettamente in regola, distinguendo naturalmente tra quello che si può fare e quello che non si può. Nel pomeriggio sarò a Roma perché in questo provvedimento che il governo oggi adotta, ci sono anche misure per l’edilizia scolastica. In realtà è un tema molto critico, tanti edifici non sono completamente a norma, non hanno una piena sicurezza del 100%. Noi cercheremo di avere una mappatura dell’edilizia scolastica per sapere se una scuola e apposto o no, certificata o meno. Lavoriamo per questo”.


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