Sono una ‘diabetica sclerata’ e sorrido nella sofferenza


Giulia Garau ha quasi 23 anni e una quasi-laurea in Scienze della Comunicazione, a soli due esami dalla fine. Ma soprattutto Giulia ha un bel sorriso e tanta ironia, arma affilata con la quale combatte il diabete mellito “di tipo 1” da quando aveva dieci anni, al quale si è aggiunta successivamente la sclerosi multipla recidivante remittente.

Giulia abita in provincia di Cagliari e l’ho conosciuta trovando il suo blog aperto da poco, che poi è una pagina Facebook: “Vita di una diabetica sclerata”. Non ho potuto fare a meno di indagare il suo mondo e le motivazioni che l’hanno portata a raccontarsi su internet, facendo conoscere non solo la sua vita ma anche le sue patologie (che non sono la sua vita ma che ne fanno parte). Cerchiamo dunque di capire cosa l’abbia spinta a offrire supporto a chi soffre!

Cara Giulia, eri molto piccola quando hai scoperto di avere il diabete: cosa ricordi di quel periodo?

“Purtroppo dell’esordio non ricordo molto a parte il fatto che avevo gli stessi sintomi, bevevo molto e perciò andavo spesso in bagno e avevo perso peso, ma inizialmente si pensava fosse tutto dovuto alla crescita. È stata mia madre a sospettare, così mi misurò la glicemia col glucometro di mia nonna che però l’aveva di “tipo 2”: il suo intuito non sbagliò, avevo la glicemia alta. Così di corsa in ospedale e da lì la diagnosi.”

Come ha reagito la Giulia bambina?

“Non volevo farmi le punture, mi chiedevo perché fosse capitato a me. Ancora oggi ho dei rifiuti momentanei in cui non ho voglia di misurarmi la glicemia e dico che non è vero che ho il diabete, ma lo faccio in modo ironico. In realtà non mi vengono imposti dei limiti: mangio (forse troppo alle volte) esco, faccio attività fisica, studio…”

E riguardo la sclerosi multipla? Eri più grande quando hai scoperto di averla…

“La sclerosi multipla l’ho scoperta nel 2014, la diagnosi mi è stata data poche settimane prima dell’esame di maturità. Anche in quel caso avevo sintomi evidenti ed altri più nascosti, ad esempio ho avuto problemi ad una gamba prima che avessi ricevuto la diagnosi, e avevo perso la sensibilità al punto da doverla praticamente trascinare. Eppure ho continuato a fare tutto, o quasi: sebbene da un lato abbia mollato attività come la palestra, andavo comunque a scuola a piedi essendo a cinque minuti da casa.”

Si può dire quindi che, nonostante le difficoltà che mostri con naturalezza, cerchi di farti limitare il meno possibile?

“Sono sempre stata un libro aperto, non mi sono mai vergognata di come sono, non ho mai nascosto il diabete e nemmeno la sclerosi a parte le prime settimane di ‘shock’. Questo perché non voglio avere limiti, se intendo fare una cosa magari ci penso più tempo prima di farla ma, se voglio veramente, la porto avanti a costo di pagarne le conseguenze. Purtroppo mi stanco facilmente, ma se per esempio devo camminare per chilometri preferisco farlo lo stesso, seppur con i miei tempi, a costo di dormire per ore una volta finito piuttosto che rinunciarci in partenza.”

Giulia con il sensore per rilevare la glicemia sul braccio.
in foto: Giulia con il sensore per rilevare la glicemia sul braccio.

Reputi la tua una vita normale?

“Non mi sono mai reputata una persona malata, bensì con delle patologie. Fino ad oggi preso la patente, ho una bellissima famiglia, un fidanzato Alessio, tanti amici (pochi ma fantastici) e il cagnolino Eddy che non mi lascia mai sola. Anche se alcune volte voglio fare le cose in fretta perché non ho pazienza, piano piano riesco a raggiungere obiettivi che non avrei immaginato. Anche dopo la diagnosi avrei voluto rinunciare a fare l’esame di maturità con i miei compagni, avevo paura di non farcela, e invece mi son diplomata e lo stesso anno mi sono iscritta in Scienze della Comunicazione. Nel mio quotidiano non ho dei limiti specifici: può capitare che non sia al massimo delle mie forze, con glicemie basse che mi fanno tremare e mi fanno estraniare dal mondo, ma basta un po’ di zucchero e tutto passa. Oppure posso avere una forte acidità di stomaco che mi provoca glicemia alta, e in quel caso con l’insulina la faccio scendere. O ancora, posso essere molto stanca e perdere la concentrazione a causa della sclerosi, ma ciò nonostante non mollo. Magari mi fermo un attimo e poi riprendo a fare le mie cose.”

Insomma, sei una testa dura: ma c’è qualcosa che ti spaventa particolarmente?

“Paure ne ho, ovviamente, ma cerco di andare avanti e di non farmi bloccare. Ho paura che una volta laureata non riesca a trovare un impiego, oppure ho paura di non riuscire a fare un’esperienza all’estero abbastanza duratura… Ma ho speranza, perché sento che molte cose dalle quali sono spaventata sono solo nella mia testa. Nonostante questo cerco comunque di vivere la mia vita con leggerezza, di fare tutto quello che posso. Ed è quello che vorrei trasmettere con il mio blog: purtroppo so cosa significhi pensare che dopo la diagnosi non si possa più vivere, ma non è così! Ci sono cose peggiori rispetto ad una sclerosi multipla o ad un diabete, ed è questa consapevolezza che mi fa andare avanti oltre al supporto di chi mi vuol bene.”

La vita di Giulia Garau, dunque, non è cambiata. Certo, ci sono le visite e le cure periodiche, ma si è passati dalla sua paura, da piccolina, di finire su una carrozzina a causa del peggioramento della malattia, alla comprensione che non tutti i casi sono uguali e che si può condurre comunque una vita “normale”, con i giusti accorgimenti e le precauzioni del caso. Poi un giorno, grazie a un episodio in particolare, tutto ha trovato un nuovo senso:

“Una volta mi sono sfogata sul web su un sito dedicato alle persone affette da sclerosi e mi sono sentita meglio. Ho subito pensato che raccontare le mie esperienze in una sorta di blog avrebbe aiutato anche altre persone oltre a me, soprattutto coloro che hanno scoperto da poco di avere le mie stesse patologie. E farlo con ironia e leggerezza è un modo secondo me ottimo.”

Sogni o progetti per il futuro?

“Ho le idee molto chiare. Vorrei tre bambini e due cani, ma prima c’è lo studio: sostenere questi ultimi due esami alla laurea, e poi mi piacerebbe continuare!”.


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