sopravvissuto alla strage di Las Vegas, muore nella sparatoria in California


Nelle ore successive all’ennesima strage avvenuta negli Stati Uniti – quella di mercoledì in California – emergono le storie di quanti si trovavano loro malgrado in quel locale di Thousand Oaks preso di mira dall’ex marine Ian David Long. Tra le vittime c’è un ragazzo di ventisette anni che si chiamava Telemachus Orfanos, per tutti Tel. Un ragazzo che era riuscito a sopravvivere al massacro di Las Vegas dell’ottobre 2017, ma che poi è rimasto ucciso nell’ultima grave sparatoria registrata negli Stati Uniti. Come ricostruiscono i media Usa, lo scorso anno Telemachus Orfanos si trovava al concerto di musica country nella città del Nevada dove sono morte 58 persone e quasi 500 sono rimaste ferite. Lui in quella occasione era riuscito a salvarsi, cosa che purtroppo non è accaduta mercoledì sera. Il giovane era tra i tanti che si trovavano al Borderline Bar and Grill di Thousand Oaks. Il locale era distante meno di dieci minuti da casa sua. Tel era andato lì per trascorrere la serata e ha trovato la morte insieme ad altre undici persone innocenti.

La mamma: “Non voglio preghiere, ma il controllo delle armi” – La madre del ventisettenne, Susan Schmidt-Orfanos, ha confermato la morte del figlio in quel locale e ha anche chiesto di agire su un problema molto sentito da una gran parte degli americani, ovvero quello relativo alle “armi facili”. La donna ha in particolare detto di non volere preghiere in questo momento, ma appunto nuove regole su pistole e fucili. “Mio figlio era a Las Vegas con un amico ed è tornato a casa, ma non è tornato a casa ieri sera. Non voglio preghiere, non voglio pensieri, voglio il controllo delle armi”, ha detto la donna ai media. Voglio che il Congresso – ha aggiunto – “passi una norma sul controllo delle armi in modo che nessun altro abbia un figlio che non torna a casa”.


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